Civitanovese a passo di tango,
tesserati gli argentini
Libonatti e Zaldua
1A CATEGORIA - Dopo la vittoria di oggi pomeriggio a Muccia, la società annuncia il tesseramento dei due attaccanti che saranno a disposizione dalla prossima giornata
In campo la Civitanovese vince e convince (leggi l’articolo). Fuori dal campo il dg, Enzo Di Meo, lavora sodo per costruire i successi futuri. Sono tanti gli scenari che si stanno delineando a seguito dell’imminente apertura della finestra di mercato (prevista per il primo dicembre).
La prima riguarda il reparto offensivo rossoblù. La Civitanovese ha, infatti, comunicato che Alexis Libonatti, pronipote di Julio Libonati (1901-1981), calciatore argentino naturalizzato italiano nel Torino degli anni Venti, ha raggiunto lo status di comunitario ed è, dunque, tesserabile. La forte punta argentina potrà pertanto scendere in campo già dalla prossima partita casalinga (Civitanovese – Caldarola).
Buone notizie anche sul fronte Ezequiel Zaldúa (classe 1988), ex Mushuc Runa SC, Atletico Ruguy e Miami City. L’argentino, aggregato al gruppo da inizio anno, riceverà a breve il transfer che gli permetterà di scendere in campo con i suoi compagni.
Ma non finisce qui perché Di Meo ha promesso ulteriori colpi in entrata per rafforzare ancora di più una rosa già altamente competitiva, che attualmente vanta il miglior attacco e la seconda miglior difesa.


JULIO LIBONATTI E IL “TRIO DELLE MERAVIGLIE”
L’arrivo alla Civitanovese di Alexis, pronipote di Julio Libonatti, sollecita nel tifoso del Torino (e studioso della storia granata) grandi suggestioni. Julio Libonatti formò negli Anni ’20-’30, con Adolfo Baloncieri e Gino Rossetti il famoso “trio delle meraviglie”. Che con il Torino vinse due scudetti consecutivi (il primo nel ’26-’27 revocato per il caso Allemandi, terzino della Juventus) e perse il terzo nel ’28-’29 in finale con il Bologna. Occorre ricordare alle spalle del “trio delle meraviglie” il grande centromediano Antonio Janni (17 stagioni in granata, dal ’20 al ’37), dotato di altrettanta classe: “faceva vedere la palla e la dava a chi diceva lui”. Libonatti fu il primo calciatore sudamericano a venire in Italia: aprì la strada ad Orsi (alla Juventus con Cesarini), Monti, Guaita, bicampioni del mondo con la Nazionale di Vittorio Pozzo nel ’34 e ’38. Julio Libonatti giocò nel Torino nove stagioni (dal ’25 al ’34), disputando 241 partite ufficiali e realizzando 157 reti (secondo marcatore granata di sempre, dopo Paolo Pulici). Tanti i records di Libonatti con il “trio delle meraviglie”: da ricordare le 117 reti complessive in 33 partite nel campionato ’28-’29, vinto dal Bologna. Il record personale di reti di Libonatti con il Toro è del campionato ’26-’27 (stagione di inaugurazione dello stadio “Filadelfia”): 35 reti in 33 partite! Nel torneo ’30-’31 il Torino rifilò un 6-0 (prima marcatura di Libonatti) all’Inter di Giuseppe Meazza (il più grande calciatore italiano), campione in carica. Come “oriundo” Libonatti giocò con la Nazionale italiana (con cui vinse due Coppe Intercontinentali, gli attuali Campionati Europei, nel ’27 e ’30), collezionando 17 presenze e 15 reti. Insomma, Julio Libonatti fu un campione assoluto, centravanti di manovra che univa grande potenza fisica ad astuzia, con notevoli capacità relizzative. Alexis, cui formuliamo i migliori auguri, sarà invitato al prossimo incontro conviviale del Torino Club. Sarà un piacere ascoltare i “ricordi di famiglia” di un protagonista di un periodo di storia granata, che anticipò il leggendario “Grande Torino”