Convocato per le medicine prescritte,
il medico del cartello polemico:
«Era solo uno sfogo»
SAN SEVERINO - Il dottore qualche giorno fa aveva affisso un avviso in cui annunciava la chiusura anticipata dell'ambulatorio, lo scatto del foglio fatto dai pazienti era diventato fin da subito virale. Ora lui spiega: «La vena polemica con cui è stato scritto è stata magari un po’ eccessiva, ma è scaturita da una reazione emotiva. Con l'Asur rapporto costruttivo»

«L’avviso affisso in ambulatorio non voleva essere un atto di presunzione». Il dottore di San Severino finito alla ribalta della cronaca per il cartello con cui annunciava la chiusura anticipata dell’ambulatorio (leggi l’articolo), poiché convocato dalla direzione Asur per dare chiarimenti in merito alle prescrizioni effettuate ai suoi pazienti, precisa la sua posizione, anche a seguito dell’incontro avuto con la direzione dell’Area Vasta. «Considerata l’inaspettata risonanza e il fiorire di ipotesi e versioni conseguenti alla affissione di un avviso “di servizio” nel mio ambulatorio e dopo i chiarimenti emersi con la direzione di Area Vasta con cui i rapporti sono stati sempre costanti e costruttivi vorrei riferire personalmente in merito all’accaduto per ristabilire la verità dei fatti – esordisce il medico – L’ambulatorio non è stato chiuso per protesta ma è stato soltanto anticipato l’orario di chiusura». Il cartello da lui affisso, fotografato da un paziente, è finito su Facebook ed è diventato virale. «L’avviso affisso in ambulatorio non voleva essere un atto di presunzione e non aveva alcuna intenzione di indurre clamore mediatico – prosegue – voleva solo indicare chiaramente ai miei pazienti, il fatto che dovessi interrompere in anticipo l’attività ambulatoriale, in quanto convocato per le 12,45 dal pool di monitoraggio per il controllo della appropriatezza prescrittiva, risultata nella norma, ma che ha richiesto al sottoscritto un notevole impegno, che ha sovraccaricato la abituale attività lavorativa inducendo un elevato livello di stress psicologico». Il medico spiega la sua reazione alla convocazione Asur e la scelta di scrivere il cartello: «La vena polemica con cui è stato scritto è stata magari un po’ eccessiva – aggiunge il medico – ma è scaturita dalla reazione emotiva scatenata da quello che è un normale atto amministrativo che la Asur ha il dovere di effettuare, ma che ai miei occhi è stato percepito come un atto punitivo e persecutorio. Atto che si è aggiunto all’esasperato carico burocratico e alle difficoltà organizzative, che rendono l’ascolto dell’assistito sempre più difficile e spesso inquinato da continui contenziosi, legati a leggi e regolamenti che i pazienti faticano ad accettare, malgrado le continue richieste da parte della nostra categoria di poter operare in un contesto più semplice, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Si deplora che il fatto sia stato ingigantito e sottoposto ad interpretazioni, da parte di chi avrebbe dovuto approfondire e vagliare con più sensibilità la situazione e le persone prima di lanciarsi in commenti di dubbio fondamento».
Medico sospende le visite e affigge un cartello: “Per l’Asur prescrivo troppe medicine”
commenti di dubbio fondamento o cartello dubbio?
“Non è l’azienda che paga gli stipendi. L’azienda semplicemente maneggia il denaro. Sono i pazienti che pagano gli stipendi.” Però è più costruttivo avere buoni rapporti con i dirigenti dell’area vasta… le intermittenze del coraggio…
Cagasotto!!
Complimenti vivissimi agli eroi senza macchia e senza paura che censurano, novelli Catoni, tutto e tutti ma con la penna al calduccio e ben pasciuti. Onore al medico “capitano coraggioso”!
Vaccino per lo scatto virale.
Mentoni, più che capitano coraggioso sarebbe meglio dire tenente famiglia coraggioso…
E lei Sig. Pavoni … tiene famiglia o no ? Cavallo e lancia in resta sicuro ! Ad majora