A Visso il nido tra le macerie:
“Questi bambini sono il futuro,
dategli delle risposte”

LA LETTERA - La coordinatrice del centro infanzia della perla dei Sibillini, rimasto in piedi dopo il terremoto, lancia un appello alle istituzioni: "Dentro quella scuola c'è il sole, come non tenerne conto? Abbiamo bisogno di atti concreti"

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A Visso, tra le macerie di via Goffredo Jaia, a due passi dalla zona rossa del centro storico, la scuola (dove c’è anche l’asilo nido) è rimasta in piedi. E le famiglie ogni giorno, sveglia all’alba, portano i piccoli in classe. Dalle frazioni a quasi mille metri, attraversando strade dissestate come la Valnerina. Sono pochissimi i bambini e le bambine iscritti al nido tra quello che resta del loro paese. In una lettera la coordinatrice, Loredana Dell’Orso, anche lei sfollata in un camper a Castelsantangelo, racconta questa quotidianità difficile ma che è un faro di speranza in un territorio che sempre più rischia lo spopolamento e di essere dimenticato. “I bambini sono il nostro futuro – dice Dell’Orso – ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarebbe dovuto passare a trovarli. Dentro quella scuola c’è il sole, come non tenerlo in considerazione? Abbiamo bisogno di atti concreti. Devono dirci che vogliono fare e questo è un grido di allarme che deve essere ascoltato. Se continuano così dopo che avranno tolto le macerie non rimarrà più nulla”.

Ecco la lettera di Loredana Dell’Orso:
Così inizia la giornata dei piccoli bimbi del Centro Infanzia di Visso, piccolo gioiello del Comune distrutto dal sisma del 2016. Cuore pulsante della natura, dell’arte, della storia dell’entroterra marchigiano dell’alto maceratese. In questo cumulo di macerie esiste una scuola. Dentro la scuola vivono, corrono e giocano bambini e bimbi piccoli ma così piccoli che si chiamano “I pulcini “ di Visso. Hanno da 1 anno a tre anni. La loro giornata inizia con la levataccia alle prime ore del mattino per poter passare nelle strade tormentante dal terremoto, strade che aprono ad orario e per pochissimo tempo, e portano in frazioni sperdute. Frazioni del comune di Visso dove vivono nonni, bimbi e papà e mamme che fanno da spola per andare a lavorare, per portare e prendere i figli a scuola. Una scuola salvata dal terremoto e restituita dall’amministrazione comunale alle pochissime famiglie che restano aggrappate alle macerie delle loro case, alle loro radici e non vogliono cedere allo sconforto dell’abbandono. La scuola troneggia sopra un cumulo di macerie e dentro pulsa la vita. Il futuro di questi bimbi a cui noi dobbiamo costruire la strada che dovranno percorrere. Loro sono il raggio di sole in una giornata uggiosa, i bimbi del centro infanzia di Visso “ I pulcini” nella loro innocenza e pura gioia ci aiutano a lenire il dolore delle ferite procurate dal terremoto. Quelle più acute causate dall’assoluta inadeguatezza degli interventi Istituzionali rivolti al comune di Visso e a tutti suoi cittadini. Con la riconoscenza e il rispetto che provo per il sindaco Giuliano Pazzaglini lo ringrazio di cuore e ancora ringrazio le mamme e i papà per i sacrifici che affrontano quotidianamente per portare i loro figli che sono la vera motivazione per alzarsi al mattino. Spero che questa mia lettera venga considerata come una richiesta di attenzione, va dato grande risalto agli enormi sacrifici fatti da tutti noi per non far morire questo Comune.

(Fe. Nar.)

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