Ospedale unico, Pezzanesi non ci sta:
“Scelta politica a discapito dei cittadini”
IL DIBATTITO - Il sindaco di Tolentino punta il dito contro la Regione: "Che lo volessero fare alla Pieve lo si sapeva dal 2016". Critico anche il senatore dem Mario Morgoni: "Non possiamo misurare la qualità dei servizi con un algoritmo. Serve un percorso per rilanciare la sanità pubblica"

Giuseppe Pezzanesi
Ospedale unico a Macerata, monta la polemica. La scelta annunciata ieri dal governatore Ceriscioli, che ha svelato il risultato del famoso algoritimo indicando La Pieve come località più baricentrica, è fumo negli occhi per qualcuno. E il presidente della Regione incassa le critiche anche dagli esponenti del suo stesso partito. Il più scontento è sicuramente il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, che parla di una scelta politica a discapito della convenienza per la collettività. L’anno scorso, infatti, aveva candidato un terreno nel suo Comune con l’endorsement (pur essendo in piena campagna elettorale) del segretario regionale del Pd Francesco Comi: “Sarei curioso di sapere quant’è dispiaciuto”, ironizza Pezzanesi. “Che l’ospedale unico lo volessero fare alla Pieve si sapeva dal 2016 – aggiunge il primo cittadino -. La proposta di Tolentino (in località Colmaggiore – Acquasalata, 44 ettari di terreno con due uscite della superstrada, la ferrovia al confine e spazio per l’eliporto) non è riuscita a battere La Pieve, dove il Comune ha solo 5 dei 22 ettari necessari, non è facilmente accessibile ed è vicino a una ex discarica”. Pezzanesi conclude rimarcando l’importanza dei servizi territoriali, che non devono essere depotenziati ma “riorganizzati per essere complementari all’ospedale unico”.

Il senatore Mario Morgoni
Il senatore Mario Morgoni invece replica al sindaco Carancini, che durante l’assemblea l’ha chiamato in causa (senza però nominarlo) parlando di “avvoltoi in parlamento che avevano detto che non si sarebbe mai deciso”. “I veri avvoltoi – dice Morgoni – sono quelli che disegnano strategie lungimiranti e molto sfavillanti e nel frattempo assistono inerti alla spoliazione dei servizi e della sanità pubblica. Quest’anno la Regione ha dato 3 milioni di euro in più ai laboratori privati, per servizi che quelli pubblici possono tranquillamente garantire. Io dicevo che il dibattito sull’ospedale unico era sterile e infatti a scegliere è stato un algoritmo. Non penso che possiamo misurare la qualità della sanità dal fatto che la mettiamo nel punto più raggiungibile da tutti. E poi da qui a 10 anni, quando presumibilmente si avvierà l’ospedale, che cosa vogliamo fare? Al momento abbiamo carrozzoni che rimangono in piedi solo per convenienza politica. Dobbiamo cominciare ora un lavoro per superare la frammentazione, la dispersione delle attrezzature e delle risorse professionali, dei campalinismi e della politica nella decisione degli incarichi nei reparti. L’ospedale unico deve essere un percorso per rilanciare la sanità pubblica. Altrimenti tra 10 anni avremo ancora più problemi, aggiunti a quelli dello spopolamento già in atto. La gente se non trova servizi di qualità va da altre parti”.