Un anno dal sisma:
“Marcia del ritorno”
da Muccia a Pieve Torina
L'INIZIATIVA - L'appuntamento è per domenica alle 10, l'associazione Terre in Moto: "Invitiamo tutti a scendere in strada con noi, per denunciare i ritardi e le responsabilità. No alla strategia dell'abbandono"

Un’immagine di Muccia del 30 ottobre 2016
Da Muccia a Pieve Torina, una “Marcia del ritorno” a un anno dalle scosse che hanno devastato le Marche. L’appuntamento è per domenica, con ritrovo alle 10, la manifestazione è organizzata Terre in Moto Marche. La marcia partirà dall’area antistante lo stabilimento Varnelli per concludersi a Pieve Torina. “Nel weekend ad un anno dalle scosse che hanno colpito in maniera più diretta le Marche invitiamo tutti e tutte a scendere in strada con noi, per denunciare i ritardi e le responsabilità e per ripetere ancora una volta che non scenderemo a patti con la strategia dell’abbandono”, l’appello degli organizzatori. La marcia collega due dei comuni colpiti ma idealmente vuole toccare tutti i paesi ed i borghi del territorio colpito dal sisma del 2016. “Il terremoto ha creato una frattura nelle comunità ed i ritardi accumulati in questi mesi rischiano di compromettere una volta per tutte un territorio che era stato abbandonato dalle istituzioni ancora prima delle scosse”, aggiungono gli organizzatori. Anche per questo Terre in Moto Marche invita tutti a “tornare, resistere, ricostruire”, perché “un territorio spopolato è più facilmente preda di speculazioni e interventi invasivi che toglierebbero all’Appennino la sua anima – continua l’associazione – ricca di problemi e contraddizioni ma con potenzialità inespresse immense”. Oltre che a ritornare nel famigerato cratere, “la marcia vuole avvertire tutti coloro i quali pensano di poter fare campagna elettorale e speculazioni politiche sulla pelle dei terremotati che questo non sarà accettabile o tollerabile. Il territorio deve essere ricostruito a livello materiale e immateriale ancor meglio di come lo abbiamo conosciuto fino al 24 agosto 2016 – specifica l’associazione – e quindi la base di partenza non può essere quella lotta tra poveri che qualcuno ha già provato a creare per fini elettorali, siano essi terremotati di serie A e B, migranti e italiani, residenti in un comune piuttosto che in un altro”.