Antenna ai Cappuccini vecchi,
3 condanne per violazione urbanistica
CORRIDONIA - La vicenda era nata da una denuncia dei residenti che sospettavano emissione superiori al limite. Da questa contestazione gli imputati sono stati prosciolti

L’antenna
Antenna della Vodafone ai Cappuccini vecchi di Corridonia, tre condanne per violazione urbanistica. La sentenza è arrivata nei giorni scorsi al tribunale di Macerata.
Si è chiuso con tre condanne a 4 mesi (pena sospesa) e 9mila euro di multa il processo per la vicenda del trasmettitore di telefonia mobile sorto a Corridonia nella zona dei Cappuccini Vecchi e che aveva suscitato molte proteste tra i residenti che avevano denunciato una eccessiva emissione elettromagnetica. Erano partite le indagini della procura, svolte dal pm Stefania Ciccioli, e alla fine erano finite sotto accusa quattro persone (la posizione di una di queste è poi stata stralciata). Imputati erano Simona Romano, de L’Aquila, che aveva commissionato i lavori per la Vodadone, e dei responsabili delle ditte che avevano eseguito i lavori: Marco Lucarelli, di Castelbellino e Giovanni Di Vincenzo, di Montesilvano. Il giudice Daniela Bellesi nei giorni scorsi ha condannato gli imputati per la sola contestazione della violazione urbanistica. Secondo l’accusa non c’era il permesso a costruire l’antenna, e il Comune, parte offesa al processo, aveva espresso il proprio diniego. L’accusa contestava inoltre il reato di getto pericoloso di cose per le presunte emissioni elettromagnetiche oltre il limite di legge. Da questa contestazione gli imputati sono stati assolti. L’indagine della procura era nata dalla denuncia di alcuni residenti che si erano rivolti agli avvocati Pietro Siciliano e Eva Salciccia.
Emissioni eccessive dall’antenna telefonica In 4 finiscono a processo