Teatri di San Severino,
il filosofo Mancini: “Società antisismica
miri all’accoglienza”

RASSEGNA - Il docente Unimc protagonista di una "lezione" fra terremoto e immigrazione nell’ambito della kermesse “Incontri con l’autore”. Ha trattato il tema: “Estraneità, esilio, comunità: riconoscere l’umanità in ognuno"

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“Abbiamo bisogno di una società antisismica che si basi sulla giustizia, che non è certo quella dei tribunali, e che curi di più l’accoglienza dell’essere umano”. Fra terremoto e immigrazione la “lezione” che il professor Roberto Mancini, filosofo di Unimc, ha tenuto nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore” dei Teatri di Sanseverino non è certo passata inosservata. Ospite a palazzo Gentili di un incontro promosso in collaborazione con l’associazione Archivio storico tipolitografia Bellabarba, il docente ha trattato il tema: “Estraneità, esilio, comunità: riconoscere l’umanità in ognuno”. Docente di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Macerata, Mancini ha rapito l’attenzione del folto pubblico con il quale, al termine del suo intervento, ha scambiato anche pensieri e riflessioni. “Abbiamo perso un po’ il senso del sacro – ha ricordato – che può anche non essere necessariamente cercato in alto, in Dio, ma anche di lato quando, ad esempio, si incontra una persona o un essere vivente. Sono troppo poche le persone che si assumono l’umanità in questa società, che si aprono all’accoglienza non solo nei confronti dello straniero ma nei confronti di ciascun simile. Tutti facciamo fatica a diventare umani, a trasformarci da individui che vivono per sé a persone che si dedicano agli altri e a qualcosa di più grande del sé anche se la vita deve essere dedicata e non può essere trattenuta. La vita – ha riflettuto ancora Mancini – va secondo la legge del dono, non certo dell’accumulazione. La mentalità della separazione è un pesce che ha paura del mare e si ostina a vivere sulla sabbia. Come riconosceva Freud c’è una tendenza a spezzare le relazioni in ognuno di noi ma la ricostruzione sicuramente passa da chi non offre il giudizio perché quando giudichiamo le persone abbiamo smesso di capirle e di capire. Oggi siamo alla morte del prossimo tanta è la distanza dell’altro”.

mancini-teatri-di-san-severino-3-325x183Poi il discorso si è trasferito ai giovani e sui giovani. Con un richiamo diretto ai genitori e agli adulti: “Non adattiamo i giovani al nostro mondo, li dovremo liberare invece dai nostri deliri. Il primo intervento andrebbe fatto però sugli adulti liberandoli dall’iper adattamento a una vita sbagliata. Ai giovani manca un’esperienza vera, che è un evento che li trasformi e gli serva per la vita. Insieme a loro – ha ricordato da ultimo Mancini – dovremo reimparare l’alfabeto della felicità e la voglia di vivere”. Gli “Incontri con l’Autore” dei Teatri di Sanseverino riprenderanno sabato 18 novembre alle ore 17, sempre a palazzo Gentili, con un pomeriggio dedicato al ventennale del periodico “Il Settempedano”. Ospiti d’eccezione saranno i giornalisti Fabio Cappelli, volto noto del Tg2, e Roberto Zicchittella, che parleranno del tema: “L’informazione oggi: radio, tv, web e giornali”. Sarà presente anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, Franco Elisei.

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