Matrimoni e unioni civili
tra Italia e Europa a Unimc
MACERATA - Convegno organizzato per mercoledì 25 ottobre dal Centro di Documentazione Europea nell’Aula Verde del Polo Pantaleoni
Il Centro di Documentazione Europea dell’Università di Macerata organizza per mercoledì 25 ottobre alle 9,30 il convegno “60 anni di libertà di circolazione delle persone nell’Unione Europea e continuità degli status familiari” nell’Aula Verde del Polo Pantaleoni. L’iniziativa si inserisce nel Progetto Nazionale di rete dei Centri di Documentazione Europei Italiani, progetto supportato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. L’evento, introdotto dai saluti del rettore Francesco Adornato e del direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Ermanno Calzolaio, si articola in due sessioni: la prima dedicata a libertà di circolazione delle persone e continuità degli status personali e familiari e la seconda inerente la disciplina sostanziale delle unioni civili e delle convivenze nell’ordinamento italiano e i problemi irrisolti. I temi sono entrambi di grande attualità e importanza relativamente alla problematica delle unioni civili e delle convivenze. Con riferimento al primo profilo formerà specifico oggetto d’esame la disciplina internazionalprivatistica italiana in materia di unioni civili e la disciplina internazionalprivatistica europea delle conseguenze patrimoniali delle unioni registrate. Nella seconda parte della conferenza, l’attenzione sarà posta ai profili della disciplina dell’unione civile tra persone dello stesso sesso e delle convivenze e alle problematiche relative alla trascrizione di unioni civili contratte all’ estero nei registri dello stato civile. Al termine di ciascuna delle due sessioni, vi sarà un ampio spazio per i dibattito con i partecipanti. Per la partecipazione vengono riconosciuti crediti formativi agli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Macerata e agli operatori dei servizi demografici associati all’Anusca.

Ecco che il Magnifico Rettore sta facendo ideologia distruttiva delle fondamenta della nostra civiltà e identità. E’ un servaggio imposto dai nemici materialisti e anticristiani, servi delle logge angloamericane, dell’Alta Finanza e dei satanisti d’oltreatlantico, che oggi comandano (ma per poco). Hanno fatto un casino per un’Avemaria in classe, ma non si vergognano di fare addirittura un convegno su argomenti nemici della nostra identità naturale. L’omosessualità ce la possiamo vivere nella nostra intimità, ma non deve diventare una nuova forma di civiltà distruttiva della nostra identità naturale, come è avvenuto con il divorzio, l’aborto e la “modica quantità di droga per uso personale”, con cui – con la giustificazione di regolarizzare l’esistente in nome della libertà e del diritto individuale – abbiamo distrutto la Famiglia, sacrificato l’Innocente individuo indifeso e abbiamo espanso la droga ai livelli ormai ingestibili, salvo che con io ripristino della pena di morte. E adesso scatenatevi, Officine dei miei stivali…
E qua le sentinelle in piedi ci vogliono.