Stretta su slot e gioco d’azzardo:
il Consiglio boccia la mozione
CIVITANOVA - Respinta con 14 no la modifica del regolamento che prevedeva la riduzione degli orari di utilizzo delle macchinette. Ghio: "Occasione persa, si poteva dare un segnale politico". L'assessore Borroni: "Materia ancora non definita, non si sa che ricaduta può avere sulle attività"
di Laura Boccanera
Il consiglio comunale boccia la mozione sul gioco d’azzardo. Ieri sera la maggioranza con 14 no, 8 sì e un astenuto ha respinto la proposta presentata dal consigliere Massimiliano Ghio e Pier Paolo Rossi che chiedeva di modificare il regolamento e prevedeva il divieto di installazione di slot e macchine da gioco entro 500 metri da chiese, luoghi di culto, bancomat e scuole, oltre a una riduzione degli orari di apertura consentiti della durata massima di 12 ore. Sulla questione si è dibattuto a lungo ieri e le principali obiezioni, che hanno portato alla bocciatura, hanno riguardato l’assenza del dispositivo della legge regionale. Ma neanche l’emendamento, presentato dallo stesso Ghio al fine di rendere la mozione un atto politico di dichiarazione di intenti e rimandare ad un momento successivo in commissione la discussione degli aspetti tecnici è stato respinto. Sull’argomento è intervenuto dapprima l’assessore al commercio Pierpaolo Borroni: «questa legge è ancora in discussione in Regione, nessun comune a parte Appignano si è adeguato alla legge regionale (leggi l’articolo). Nella legge non si specifica la ricaduta occupazionale che si avrebbe e la perdita di valore delle attività e sono mancanze importanti. Abbiamo perplessità sulla mozione e siccome sono argomenti delicati non si può dare un termine netto di 3 mesi per mettersi in regola. La proposta è rigettare la mozione e portarla in commissione commercio».
Di tutt’altro avviso l’opposizione: «così si perde un’occasione – ha detto Corvatta – c’è già la delibera del 15 giugno 2017 (l’ultima della giunta Corvatta ndr) con la quale la città si è espressa dal punto di vista politico limitando il gioco d’azzardo. Qui c’è da pensare alla perdita di valore, del danno alle persone, altro che alle attività. Bisogna seguire l’esempio di Appignano». Stessa posizione anche nel Movimento 5 stelle: «assurdo parlare di ricaduta occupazionale, ci interessa di più la salute dei cittadini rispetto a chi si arricchisce con le macchinette. Diamo un chiaro indirizzo contro la ludopatia». Aspetti tecnici alla base delle obiezioni del no: «la regione ha fatto la legge, ma ancora non c’è il dispositivo – dice Monia Rossi – gli stessi dipendenti della Regione devono ancora formare il personale. Si rischia di fare un regolamento che poi va incontro a ricorsi se diverso dalla legge regionale». «E’ una piaga sociale, ma la legislazione è in itinere, qualsiasi provvedimento a livello locale – aggiunge Rogani – può essere impugnato dagli esercenti, meglio aspettare che la materia sia più definita». Dopo la bocciatura della mozione sul gioco d’azzardo sono stati nominati i consiglieri per asili nido e refezione scolastica. Nominati per nido d’infanzia il grillo parlante Pezzola e Mei, per il Cavalluccio marino Nori e Corvatta, per la Lumachina Caldaroni e Franco, per il Pesciolino d’oro Belletti e Poeta. Per la refezione scolastica nominati Monia Rossi, Simone Garbuglia, Pierpaolo Rossi e Mirella Franco.

All’iverosimile…! Più di un girnalista, e media, denominare slot… “GIUOCO D’AZZARDO,LEGALIZZATO”…!!!?? Penso che in una Società Civile, che si rispetti, c’è d’aver paura Viverci e da Vergognarsi…!!! L’ILLECITO…. LEGALE…??!!!!!! DEDICANDOGLI ADDIRITTURA, SEDUTE IN PARLAMENTO E CONSIGLI COMUNALI..??????!!!!!!!!
Un brutto e grave passo falso dell’attuale Giunta Comunale.
500 metri da scuole, chiese, luoghi di culto,aggiungerei ospizi ( molti anziani signori sono diventati giocatori incalliti), asili ( non dimentichiamoci la precocità intellettiva dei fanciulli d’oggi). E a questo aggiungiamo la stessa distanza da un bancomat che con molte probabilità terrebbero fuori anche centri commerciali e zone industriali. Adesso al di la del problema ludopatico, dove andrebbero costruite queste sale slot? In aperta campagna, in luoghi oscuri e solitari, in montagna o tra boschi impenetrabili? Adesso dire che il problema vada o no affrontato non spetta di certo a me, però posso dire che trovo alquanto ridicolo proporre la distanza di 500 metri almeno che non serva da ostacolo all’apertura delle sale slot.