“No slot” parte in salita,
“Orari penalizzanti”

APPIGNANO - Nel comune in vigore dal primo ottobre il regolamento contro il gioco d'azzardo patologico. I commercianti però si lamentano

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La presentazione del regolamento no slot

 

Sono serviti due incontri infuocati per cercare una soluzione alla rivolta degli esercenti commerciali dopo l’entrata in vigore delle nuove normative sulla limitazione degli orari per i giochi d’azzardo nei locali ad Appignano.  L’amministrazione comunale, maggioranza e opposizione unite, è  in prima linea nell’azione di contrasto al gioco patologico, finora unico comune ad aver applicato la nuova normativa regionale. Due lunghi incontri nel giro di due giorni con la precisa volontà di acquisire ancora maggiori informazioni sul settore del gioco in modo da poter prendere le decisioni migliori nel rispetto dei ruoli e delle priorità. Il primo si è tenuto lunedì 2 ottobre  con il sindaco Osvaldo Messi con i suoi consiglieri di maggioranza, Paolo Gioacchini, vicepresidente nazionale e responsabile della Regione di As.Tro Confindustria Sit e Paolo Nanni del team Stammi Bene del Dipartimento di dipendenze patologiche Asur Av3. Il secondo, iniziato alle 21,30 di martedì 3 ottobre e terminato ben oltre la mezzanotte, ha visto la partecipazione di tutte le persone presenti alla riunione del giorno precedente più tutti gli esercenti e gestori che operano con apparecchi con vincita in denaro all’interno del territorio comunale di Appignano. Il tema centrale è la difficoltà per gli esercenti di seguire gli orari spezzati di chiusura e apertura del gioco. L’ordinanza in vigore dal primo ottobre prevede infatti lo spegnimento degli apparecchi da intrattenimento dalle 7 alle 9, dalle 12 alle 14, dalle 17 alle 20 e dalle 23 alle 2. L’inosservanza di questa disposizione prevede sanzioni da duemila  a 12mila euro. Dagli operatori di settore è stata ritenuta una misura di difficile attuazione, dannosa e inutile in quanto applicata solo ad una porzione limitata di territorio.

slotL’occasione è stata colta anche per analizzare tutte le altre linee guida contenute all’interno dell’intesa. Linee guida che troveranno applicazione in appositi decreti ministeriali che vedranno la luce entro il mese. Il confronto con gli operatori invece è servito maggiormente per scendere nella realtà più specifica del territorio e di chi vi opera all’interno. Anche grazie alle competenze degli intervenuti, in particolare quelle di Paolo Nanni che da anni si occupa di problematiche legate al mondo del gioco compulsivo, tutte le parti  si sono trovate perfettamente d’accordo nel riconoscere le questioni sociali legate al gioco patologico e hanno dato massima disponibilità nel dare dei segnali forti alla cittadinanza per fare luce sul fenomeno del gioco che, in particolare nelle cosiddette fasce deboli (giovanissimi e anziani), non può essere sottovalutato. “Non vi è alcuna volontà – ha detto l’amministrazione – di ledere gli interessi di quella che viene intesa a tutti gli effetti una filiera legale e riconosciuta. Ma al tempo stesso si vuole proseguire nella campagna di sensibilizzazione sui problemi legati al gioco eccessivo che nei giorni scorsi li ha visti alla ribalta della cronaca regionale e nazionale”. Il comune si è preso qualche giorno di tempo per decidere sulla richiesta avanzata dai presenti ovvero quella di sospendere gli effetti del regolamento comunale in attesa che esca il decreto ministeriale che dovrebbe fornire ambiti di manovra più chiari per i Comuni e, soprattutto, direttive sugli orari omogenee in tutto il territorio nazionale e d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ovvero l’ente che regola il settore del gioco in Italia).

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