L’urlo di rabbia dei terremotati:
“Siamo stanchi dei ritardi”

USSITA - Assemblea dei comitati "Terremoto centro Italia" in vista della manifestazione di protesta prevista a Roma il 21 ottobre. Si chiede a gran voce di cambiare passo, uno dei rappresentanti: "Non hanno capito le nostre esigenze"

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L’assemblea a Ussita

 

 

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Mauro Falcucci

 

“Il commissario alla Ricostruzione De Micheli vuole fare bene, noi possiamo darle una mano”. A dirlo è Alessandro Santi, dei comitati “Terremoto centro Italia”. Sono quasi 100, e radunano sfollati, imprenditori, la società civile al completo che quasi un anno fa ha visto cambiare la propria vita e il proprio territorio dalla notte al giorno. E intanto il 21 ottobre a Roma manifesteranno, con i sindaci e i loro delegati, e con delle richieste alla mano. L’appuntamento è alle 10 a Montecitorio, sulla pagina Facebook del coordinamento saranno pubblicati anche i diversi pullman che partiranno e i referenti da contattare. È probabile, quasi certo, che deputati e senatori non ci saranno. Ma ai terremotati ora interessa molto di più avere una voce nazionale, che racconti a chi non vive sulla propria pelle un’emergenza non ancora finita. “Cambiare il passo”, in tre parole. Quelle che ripetono i sindaci come Mauro Falcucci, ieri presente alla partecipatissima assemblea al ristorante “La mezza Luna” di Ussita, subito dopo l’inaugurazione della nuova area commerciale (leggi l’articolo), per difendere ancora l’idea che un cratere con centinaia di comuni non serva a nulla. Piuttosto interventi differenziati. Perché se da Tolentino alla costa si parla già di ricostruzione, nell’entroterra da Caldarola in su l’emergenza non è mai finita. “In un anno sono state consegnate solo il 9,5 percento delle casette e i fondi per la microzonazione sono del tutto insufficienti – dice Francesco Pastorella dei comitati -. Siamo stanchi dei ritardi, non hanno capito le nostre esigenze. Serve davvero un intervento per rilanciare l’economia e non è possibile che ci facciano pagare le tasse sospese in un’unica soluzione a dicembre. Tanti di noi non sono in condizione di farlo. Anche a livello fiscale la situazione è assurda. Il paradosso: una nuova impresa che decide di aprire nel cratere ha gli sgravi, un’altra che lavora qui da anni rischia di non rientrare nelle esenzioni”. Il commissario di Ussita Mauro Passerotti ha ricordato quanto fatto dal suo ingresso, assicurando: “Entro l’anno le Sae saranno pronte”. Certo, non dipende interamente da lui, ma soprattutto dalle imprese che sono al lavoro nei cantieri della zona.

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Maria Teresa Nori

C’è l’attesa per la manifestazione e anche per il decreto che De Micheli vuole approvare in sede di legge di Stabilità per velocizzarne l’approvazione. Nel testo potrebbe esserci la chiave per sciogliere almeno qualche nodo dei tanti che attanagliano la ripartenza nei Comuni terremotati. Tuttavia, a una prima lettura “della legge di bilancio che sarà all’esame del Consiglio dei ministri di oggi non si parla di aree terremotate e di proroghe delle agevolazioni fiscali previste per i cittadini e le imprese colpiti dal terremoto nel centro Italia”, denuncia la portavoce degli sfollati di Ussita, Visso e Castelsantangelo Maria Teresa Nori. “Ricordo – aggiunge – che si tratta per la maggior parte, di esenzioni fiscali per le imprese e della sospensione delle imposte e degli adempimenti tributari per i cittadini che portano la data del 31 dicembre 2017. Tale proroga deve riguardare anche i versamenti e gli adempimenti che derivano da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e quelli conseguenti ad accertamenti esecutivi come anche la sospensione dei mutui relativi a edifici distrutti o resi inagibili, anche parzialmente”. Le richieste che porteranno i comitati a Roma riguardano le Sae, le macerie che sono per la maggior parte ancora in bella vista, i cimiteri con le bare ancora divelte, più aiuti alle attività produttive, meno burocrazia per favorire almeno la ricostruzione leggera.

(Fe. Nar.)

 

 


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