Busta pesante, allarme dei sindacati:
“Un pasticcio da rivedere”
SISMA - Sospensione dell'Irpef per i lavoratori terremotati, Cgil, Cisl e Uil chiedono alle forze politiche di intervenire per cambiare la norma: "E' assurdo che la restituzione avvenga in nove rate, un disagio insostenibile per le famiglie"

Foto d’archivio
“La busta paga pesante resta un pasticcio e, allo stato attuale della normativa, rischia di costituire per i lavoratori più in un disagio che un reale sostegno”. Sono le parole di Cgil, Cisl e Uil sulla norma introdotta dal governo per favorire i residenti nei comuni del cratere, colpiti dal sisma. In sostanza è stata prevista una sospensione del pagamento dell’Irpef per i lavoratori, che ora dovranno restituire. E dopo l’interrogazione presentata dal deputato socialista Oreste Pastorelli, su indicazione dell’ex sindaco di Camerino Dario Conti (leggi l’articolo), ora anche i sindacati temono che la norma possa in realtà rivelarsi un boomerang. “I termini introdotti con le ultime norme hanno prorogato al 31 dicembre 2017 la durata della busta paga pesante – spiegano i sindacati – ma hanno al contempo previsto che la restituzione avverrà in 9 rate mensili a decorrere dal 16 febbraio 2018. Solo nove mesi, quindi, per restituire integralmente gli importi di nove mesi di Irpef sospesa. Nove mesi in cui i lavoratori dipendenti colpiti dal terremoto rischiano di avere stipendi al limite, abbattimenti di reddito insostenibili e condizioni di disagio assolutamente irragionevoli e ingiustificabili. Un grave disagio che andrebbe a pesare su lavoratori e famiglie che stanno già da tempo affrontando enormi difficoltà quotidiane, a fronte di una ricostruzione ancora da venire e di un reinsediamento attraverso le casette che presenta ingenti ritardi. Un’assurdità che abbiamo denunciato spesso negli ultimi mesi e su cui ancora non ci sono risposte”. Per Cgil, Cisl e Uil quella della restituzione in nove rate resta un’assurdità, da qui la richiesta alle forze politiche di aggiustare il tiro. “Assurdità che appaiono ancora più irragionevoli – aggiungono i sindacati – se si considera che l’Irpef sospesa a seguito del terremoto del 1997 è stata restituita nella misura del 40% e in 120 rate, ossia dieci anni. È certo che riteniamo la misura di rateizzazione introdotta assolutamente insufficiente e iniqua. Per questo ribadiamo la nostra richiesta alle istituzioni e alle forze politiche affinché la rateizzazione sia estesa almeno al numero di rate massimo previsto per queste fattispecie dallo Statuto del Contribuente (18 rate mensili) e la data di avvio della restituzione sia ulteriormente dilazionata nel tempo. In particolare chiediamo ai parlamentari del nostro territorio di continuare a farsi parte attiva su questa vicenda”.