Commissioni, Mirella Franco:
“Costamagna ossessionato dal Pd”
CIVITANOVA
«Il confronto a noi non fa certo paura, con i numeri dei bilanci e i verbali delle commissioni di indagine, più che con le chiacchiere, si può fare chiarezza sulle inaudite, e false, accuse di Costamagna». Mirella Franco risponde all’ennesima sfiancante diatriba aperta dall’ex presidente del consiglio comunale sulle commissioni consiliari di indagine che approderanno in consiglio giovedì. Nell’ultimo intervento Costamagna sfidava il Pd ad un confronto pubblico. Pronta la replica del segretario: «Lasci stare il Pd e controlli il suo livore che lo ha accecato al punto da fargli prendere la strada della destra. Non può prendersela con altri se il suo percorso lo ha portato a questo fallimento – dice la Franco – da Costamagna ci troviamo “distinti e distanti”, tanto per parafrasare una recente affermazione dello stesso Ivo Costamagna. Pretende di passare da vittima se gli si chiede di spiegare in quale veste si trovasse il 30 agosto nell’ufficio di Ciarapica, se non, con il cappello in mano, a chiedere una delega ad hoc sulle partecipate per Rogani, un consigliere comunale eletto con la lista civica di destra Obiettivo Civitanova. E’ comprensibile la sua reazione nervosa ogni volta che si tocca questo tasto e si parla di accordi sottobanco, ma se ne faccia una ragione. La verità è che Costamagna vive da anni dentro una autentica ossessione per il Pd, ossessione che lo porta ‘ad elastico’ ad avvicinarvisi ed allontanarsene a proprio piacimento, salvo poi utilizzarlo come ‘parafulmine’ per coprire ogni proprio errore politico, e lo acceca al punto che non si è accorto che le sue stesse manovre sono state la causa della sfiducia che lo hanno fatto decadere da presidente del consiglio comunale, maturata con le firme anche di consiglieri eletti nella sua stessa lista, che hanno creato problemi alla giunta Corvatta e che hanno spazzato via il progetto di Uniti per Cambiare, lista che alle ultime elezioni non si è nemmeno presentata. Il risultato delle politiche di Costamagna è che ha scelto di fare accordi con una coalizione rappresentata da un sindaco e da partiti dai quali ha ricevuto solo insulti per cinque anni, con una giunta che ha distribuito incarichi a pioggia nelle partecipate, finanche ai familiari di politici della destra (e Costamagna zitto). Ma, soprattutto, ha scelto di fare accordi con una amministrazione zeppa di personaggi che rinnegano i valori della Costituzione, del 25 aprile e di tutto ciò che è fondamento del socialismo. A chi si riferiva Costamagna quando, solo pochi mesi fa, coniava il termine ‘fascio-grillini’? Chiaro chi fossero i grillini, ma chi erano i personaggi che apostrofava come ‘fascisti’? Forse gli stessi dai quali oggi lui e la sua lista si sentono ‘distinti, ma non distanti’? Quindi Costamagna pensi al risultato a cui lo ha portato la sua politica e lasci stare il Pd».
Costamagna vs Micucci e Franco: “Si faccia il confronto pubblico”

Costamagna, lascia stare il Pd sennò niente cioccolata.
Ho già detto che non avrei risposto ulteriormente e non lo farò dinanzi a queste incredibili sciocchezze politiche di Mirella Franco. Chi conosce i fatti, al di là dei polveroni, sa come stanno le cose. Mi limito a chiedere, non avendolo capito: il PD il confronto pubblico lo accetta oppure no?
Certi personaggi sono di sughero, vogliono stare a galla anche dopo essere irrimediabilmente affogati.
Nell’ufficio del sindaco ci sono sicuramente delle spie elettroniche.Le accuse fatte da Micucci [il consigliere da sette/ottocento ospiti a cena ( così si dice )] e dalla Franco sono nette ed indiscutibili. Ci troviamo di fronte ad un nuovo Watergate, nostrano, meno scandaloso e per non confonderlo con il più celebre scandalo d’oltremare lo chiamerei ” Tazzagate ” dove trovano posto tutte le rispostacce che man mano vengono fuori senza essere però risolutive. Costamagna vuole il confronto pubblico, gli viene risposto che ” si può fare ” che non significa né sì né no e neanche nì. Una cosa nell’articolo rende perplessi. Se Costamagna ha preso la via della destra, in fondo rappresenta solo se stesso e pochi altri e le motivazioni se così fosse andrebbero fatte analizzare da esperti politologi, mentre non ha bisogno di analisi chiedersi ” ma la sinistra che strada ha preso ? “. Anni di renzismo rispondono da soli: dappertutto, meno dove si possono fare gli interessi di operai, pensionati al minimo e italiani poveri in genere ( i ricchi o con il Pd o senza, sanno sempre da che parte stare ), anzi quest’ultimi, i poveri italiani, sono stati completamente sostituiti e non dico da chi perché poi tocca ascoltare sempre le solite boutade fino al punto che si arriverà a dire a questi ” compagni “quel che disse il merlo al tordo: sentirai che botta se non si sordo.Per fortuna alle prossime elezioni, non troveranno neanche la strada per andare a casa e molti saranno così confusi da non ricordare neanche dove hanno posteggiato l’auto. Tieni duro Costamagna, spariti questi puoi tornare tu a rappresentare la sinistra. E poi Costamagna, se rifletti bene e lo avrai fatto, dimmi, ma in che casino di maggioranza stavi? Non è che lo ” stranu ” eri solo tu, là non ce n’era uno che se salvava. E neanche adesso, anzi ci sono personaggi nuovi che con il metodo usato per entrare , il famoso ” trenta denari “, fanno paura solo a guardarli. Comunque in consiglio si secreta, in pubblico ” se cimenta “, il risultato è sempre quello con una mano davanti e l’altra dietro.
Una battuta..Costamagna sarà ossessionato dal PD ..ma il PD è ossessionato dal Centro/Destra…un invito…smettetela e lavorate per la Città. I personalismi nn servono più nè da una parte nè dall’altra.