“Viva Arbore”, capitano d’Italia:
lo Sferisterio saluta con un Samba

MACERATA - Il paladino della musica napoletana nel mondo fa ballare e cantare l'arena per oltre 3 ore no stop. Esaurito ogni ordine di posti per un concerto divertente e tecnicamente perfetto. "Dedico lo show all'amico Jimmy Fontana, con lui ho inaugurato il caffè Venanzetti"
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Renzo Arbore e i 15 elementi dell’orchestra italiana

 

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Arbore mostra un cimelio di uno dei suoi concerti: “Renzo Arbore è esaurito, si prega di non insistere” recita la targa

 

di Marco Ribechi

(foto di Andrea Del Brutto)

Un eroe nazionale. Di quelli da premiare con stellette e medaglie da mostrare appese al petto in segno di dedizione e amor di patria. Renzo Arbore, non veterano nonostante i suoi 80 anni ma impavido condottiero dell’orchestra italiana, è uno dei pochi simboli che ancora riescono a far stringere i cuori della nazione in un motto d’orgoglio purtroppo spesso soffocato. In un’epoca in cui la politica si fa spettacolo e lo spettacolo politica lui si erge come un capitano garibaldino per issare il vessillo dalla bellezza tricolore. Quella che in oltre tre generossissime ore di spettacolo eleva nello Sferisterio di Macerata, in uno show tutto esaurito dedicato all’amico Jimmy Fontana. Tra spassose gag che fanno sganasciare il pubblico e stupendi momenti musicali eseguiti con degli artisti di prima classe ricorda a tutti che la musica italiana tuttavia esiste ancora. Ci prova la tv sterile, fatta di format importati da oltreoceano dall’applauso facile e dalla conduzione elementare, a distruggere quella che Arbore ha definito: “una tv artigianale” ricordando i tempi di “Quelli della notte” o “Indietro tutta”, veri e propri capolavori di creatività. Ci prova ma invano perchè a resistere è la fantasia italiana e soprattutto partenopea, sempre pronta a ribaltare le situazioni e a svelare il segreto di Pulcinella.

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Anche lo Seristerio è tutto esaurito

Prima dello spettacolo, in un’arena ancora una volta sold out, sul muro del bracciale appaiono le immagini delle “campagne” del battaglione di Arbore. New York, Tokyo, Pechino, Rio De Janeiro, Sidney, Buenos Aires e Guadalajara solo per citarne alcune. Tutti luoghi in cui il nostro eroe ha fatto trionfare il distintivo dell’italianità, l’arte, nella sua forma più popolare, quella della canzone napoletana. Con lui i compagni internazionali di tante esibizioni: da Pavarotti a Roberto Benigni, da Ray Charles ad Andrea Bocelli. Tra i luoghi speciali proprio Macerata che infatti lo accoglie tra fasti e allori. «E’ un luogo che non dimentico mai – spiega Arbore – qui venni nei primi anni ’60 assieme a Gianni Boncompagni e all’amico Enrico Sbriccoli, in arte Jimmy Fontana per inaugurare il bar Venanzetti. Proprio a Jimmy dedico questo concerto». Uno show perfetto da tutti i punti di vista. Musicalmente grazie alle eccellenti qualità degli artisti che lo accompagnano. 15 maestri capaci di assecondare l’ecletticismo del tornado Arbore in un dialogo sonoro di rara bellezza.

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Barbara Buonaiuto ha regalato uno dei momenti più toccanti di tutto il concerto

Tra loro brillano come due stelle le voci, calde e passionali, perfette interpreti di tutta la vasta gamma dei sentimenti napoletani. Barbara Buonaiuto commovente nell’interpretazione della serenata Voce ‘e notte di Edoardo Nicolardi (composta nel 1903) e Gianni Conte, magistrale in Dicintecello vuje e ancora di più nell’esecuzione del Nessun Dorma della Turandot. «Una sorpresa che dobbiamo per forza fare nello splendido Sferisterio – dice sornione Arbore – la dedichiamo a Luciano Pavarotti che qui si è esibito». Ma la rassegna di musica napoletana inizia con Reginella di Libero Bovio, proprio quest’anno centenaria, Maruzzella e ‘O Sarracino del mito Renato Carosone, e soprattutto Malafemmena cantata con passione dallo stesso Arbore mentre sullo sfondo scorrono le immagini del principe immortale Antonio De Curtis, Totò, autore del testo dedicato a sua moglie che lo aveva abbandonato. Dalla musica partenopea a Domenico Modugno con Piove «Che però tutti conoscono come Ciao Ciao Bambina» e poi allo swing di Natalino Otto con una divertente esecuzione di Mamma mi piace il ritmo non ho voglia di studiare. E le immancabili tarantelle che fanno scatenare il pubblico delle Sferisterio che canta allegro a squarciagola: Come facette mammeta, Catarì e Oi vita.

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Arbore invita gli spettatori a cantare

Tutti ballano, cantano e acclamano l’eroe della patria. L’unico che ha attraversato ere televisive e musicali sempre portando leggerezza e simpatia nelle case degli italiani, senza divisioni, senza schieramenti ma dedicandosi solamente alla celebrazione dell’armonia. Così i suoi successi più grandi strappano sorrisi e ricordi gioiosi: Ma la notte no, Vengo dopo il Tg, La vita è tutta un quiz, Il materasso e la brasiliana Cacao Meravigliao che, come nel più tradizionale carnevale de rua carioca, accompagna gli spettatori danzanti verso l’uscita a passo di samba stile trenino di capodanno. «Se ve ne andate sambando ci fate un grande regalo» dirà Arbore col più classico dei suoi sorrisi dietro gli ancor più classici occhiali da sole colorati. In un solo uomo è racchiusa la storia della televisione, dello spettacolo, della musica e della cultura popolare italiana. Ma quello che colpisce è la continua voglia di raccontarla a colpi di battute: «Oggi la nostra televisione viene celebrata di continuo – dice l’artista – fin troppo, ogni giorno mandano spezzoni delle mie trasmissioni. Quando li vedo faccio le corna perchè sembra quasi una commemorazione». Ma il merito di Renzo Arbore è immenso e si vede nelle folle oceaniche che affluiscono ai suoi concerti in giro per il mondo, non c’è dubbio che è anche merito suo se, nonostante tutto, tanti stranieri restano ancora innamorati del Belpaese.

 

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Ginni Conte in una delle sue splendide interpretazioni

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