Parcheggio Ceccotti,
Legambiente al Consiglio di Stato

CIVITANOVA - L'associazione ambientalista non accetta la sentenza del Tar che ha dichiarato inammissibile il procedimento e contesta al comune di voler portare in consiglio comunale il piano attuativo per l'area prima della scadenza del mandato

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Da sinistra Roberto Gaetani e Giorgia Belforte di Legambiente e Amedeo Regini

 

Esposto sul parcheggio della Ceccotti, Legambiente di Civitanova farà ricorso al Consiglio di Stato. Lo scorso novembre il Tar ha rigettato il ricorso del circolo Sibilla Aleramo dichiarandolo inammissibile. Ora a quella sentenza il legale dell’associazione ambientalista Roberto Gaetani si appella e chiederà al Consiglio di Stato di porre l’ultima parola nel contenzioso aperto con il comune di Civitanova. Al centro della vicenda la proprietà di quell’area che secondo Legambiente deve essere pubblica e non semplicemente di uso pubblico. Una questione che diventa anche politica dal momento che il sindaco e la giunta intende approvare il progetto in consiglio comunale prima della fine del mandato. Una decisione criticata dal circolo: «Ci sembra scorretta sul piano istituzionale la volontà dell’attuale Giunta di presentare l’ipotesi di piano al Consiglio comunale, proprio nel periodo della sua imminente scadenza, allorché l’intera problematica della fattibile destinazione delle aree destinate a servizi pubblici in quella zona deve essere approfondita, specie per quanto riguarda la funzionalità della stazione della corriere, da progettare in ambito facilmente accessibile dalla stazione e dal centro urbano. Va altresì considerato che le opere di urbanizzazione previste dall’ipotesi di piano sono alquanto rilevanti come costo e pertanto non esiste certezza della loro realizzabilità da parte degli operatori edilizi» – scrive Gaetani. Sul piano formale del ricorso invece l’avvocato contesta al Tar di  non aver esaminato gli aspetti procedurali sollevati e che contestavano al Comune il fatto di aver riconosciuto “la proprietà e il possesso dell’area” alla Depositi e vendite Srl, benché da oltre dieci anni fosse costituita, con atto notarile, una servitù di parcheggio pubblico.
«Appare rilevante, per una corretta programmazione del futuro piano Ceccotti – continua Gaetani –  sapere se quell’area debba o meno ritenersi inclusa nel Demanio comunale, in quanto vincolata a una servitù di parcheggio pubblico a favore del Comune. La Giunta Corvatta ha predisposto di recente un’ipotesi di piano attuativo per la zona Ceccotti che dovrebbe essere portata in Consiglio Comunale, per l’adozione, prima delle imminenti elezioni. Riteniamo che questa procedura presenti difficoltà poiché la Provincia di Macerata, cui era stata trasmessa la bozza di piano predisposta dal Comune, al fine di esprimere una valutazione della sottoponibilità o meno del piano a una procedura di valutazione ambientale strategica, ha concluso l’istruttoria impartendo al Comune una serie di dettagliate prescrizioni, tra le quali la riduzione dell’altezza degli edifici a tre piani; l’espletamento di nuove analisi geologiche sullo stato della falda acquifera individuata a un metro dal piano di campagna, nonché ulteriori verifiche, quali l’opportunità di ridurre o meno a 50 metri la fascia d’inedificabilità antistante il cimitero del Porto. Qualora il Consiglio di Stato riconoscesse la fondatezza dell’appello del Circolo Sibilla Aleramo l’area asservita a parcheggio pubblico a favore del Comune non potrebbe essere distratta dalla sua funzione e trasformata in area inedificabile, come invece previsto dal discutibile progetto predisposto per l’esame del Consiglio comunale».

(l.b.)


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