«Stiamo ricostruendo la rete scolastica,
interventi per 1,4 miliardi:
significa puntare sul futuro»

SISMA - Il commissario Guido Castelli in vista della prima campanella: «Impegnati in uno dei più vasti programmi di edilizia scolastica con circa 450 interventi. Istituti più sicuri, moderni e accessibili»

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Il nuovo Itts Divini

Riparte la scuola, per il commissario alla ricostruzione Guido Castelli gli interventi nel cratere per restituire istituiti sicuri e soprattutto sistemati dopo i danni dal terremoto sono un punto centrale del suo mandato e per il territorio. Castelli dice che «la Struttura commissariale è impegnata in uno dei più vasti programmi di edilizia scolastica mai realizzati nel Centro Italia: circa 450 interventi, per risorse complessive pari a circa 1,4 miliardi di euro, distribuiti tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

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Un piano che interessa i Comuni del cratere sismico, ma che si estende anche oltre i suoi confini, perché la sicurezza degli studenti non può dipendere da una delimitazione amministrativa. Attraverso lo strumento dell’accordo quadro è stato organizzato un programma da circa 900 milioni di euro relativo a 227 edifici scolastici, mettendo a disposizione degli enti attuatori procedure, progettisti e imprese e rendendo possibile l’avvio coordinato di un numero così rilevante di interventi». Castelli sottolinea che non stanno «semplicemente riparando ciò che il terremoto ha danneggiato. Stiamo costruendo una rete scolastica più sicura, moderna, accessibile ed efficiente. Le nuove scuole sono progettate nel rispetto dei più elevati requisiti di sicurezza sismica e secondo lo standard “Nearly zero energy building”: edifici ad altissima prestazione energetica, con consumi ridotti e una crescente capacità di produrre l’energia necessaria al proprio funzionamento.

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Guido Castelli

Cita poi un paio di esempi: l’istituto “Ugo Betti” di Camerino, il nuovo Itts “Eustachio Divini” di San Severino e  la scuola “Cagnucci” di Ascoli: «Sono alcuni dei segni concreti di un lavoro che attraversa tutto l’Appennino centrale. Dietro ognuno di questi interventi ci sono bambini e ragazzi, famiglie, insegnanti e intere comunità. C’è il ritorno in un luogo familiare. C’è un quartiere che ritrova un punto di riferimento. C’è un paese che torna a riconoscersi intorno alla propria scuola».

uo betti scuola

Secondo il commissario «investire nella scuola significa alimentare la restanza e la tornanza. Significa creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare nei territori dell’Appennino senza rinunciare alla qualità della formazione e alle opportunità. E significa mantenere vivo, anche in chi parte per studiare o lavorare altrove, il legame con le proprie radici e il desiderio di tornare». La ricostruzione delle scuole, continua Castelli, «rappresenta una delle scelte più importanti che abbiamo compiuto. Perché una comunità che investe nell’istruzione afferma di credere nel proprio futuro» e conclude: «Ogni campanella che torna a suonare nei nostri territori è la voce di una comunità che sceglie il futuro».

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L’inaugurazione della Ugo Betti


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