Uccise la ballerina Andreea,
vince la causa per la casa

POTENZA PICENA - Sebastian Capparucci aveva deciso di lasciare l'abitazione avuta dal padre alla famiglia della vittima, ma il genitore aveva chiesto la revoca della donazione e si era aperto un processo civile

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L'avvocato Federico Valori

L’avvocato Federico Valori

 

La donazione di una casa era finita al centro di un processo al tribunale civile di Macerata. Di per sé non sarebbe nulla di ché se non fosse che la casa era stata donata dal medico civitanovese Italo Capparucci al figlio Sebastian che sta scontando 30 anni per il delitto della ballerina Andreea Cristina Marina, uccisa a Porto Potenza il 27 gennaio del 2011. Casa che Sebastian aveva deciso di donare alla famiglia della ballerina come risarcimento. Il padre però aveva chiesto la revoca della donazione fatta al figlio in quanto era stata fatta in cambio di assistenza da parte del figlio che però sarebbe venuta meno visto che rischiava una lunga condanna. L’ortopedico, assistito dall’avvocato Patrizia Palmieri aveva instaurato una causa civile per rientrare in possesso della casa, che si trova a Potenza Picena, in cui si erano costituiti Sebastian Capparucci, assistito dagli avvocati Federico Valori e Rossano Romagnoli, e i famigliari di Andreea.

L'avvocato Rossano Romagnoli

L’avvocato Rossano Romagnoli

Oggi il giudice Viviana Fazzini ha respinto le istanze del medico. Per il delitto di Andreea Marin sono stati condannati anche il mandante Sandro Carelli, il figlio Valentino e Silvio Giarmanà.


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