Fiocco rosa in auto, la bimba sta bene
Il papà: “Non ho capito più nulla”

CIVITANOVA, LA BUONA NOTIZIA - La storia a lieto fine della piccola venuta al mondo ieri, prima che la sua mamma arrivasse in ospedale. A partorirla, dopo un travaglio lampo, Nigel Alioska, 28 anni, di origine macedone. Il marito: "Abbiamo trovato anche il passaggio a livello chiuso"
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Semir Feratoskj e la mamma Nigel Alioska

 

di Laura Boccanera

La mamma le ha tolto il cordone ombelicale attorno al collo e il papà l’ha coperta con la sua maglietta. Sta bene la bimba che ieri è nata in auto, a Civitanova, in via Einaudi. Ha visto la luce in poco più di 20 minuti di travaglio. Tre chili e 800 grammi per Giulka Feratoskj, bella, piena di capelli scuri. I suoi genitori, la mamma Nigel Alioska, 28 anni e il papà Semir, 30 anni, entrambi di origine macedone, non sono riusciti ad arrivare in ospedale in tempo per il parto. «E pensare che dopo due figli stavolta pensavo di non assistere al parto – racconta Semir, dal reparto di Ostetricia, dove moglie e figlia sono state ricoverate – invece mi sono ritrovato a fare il dottore». Una bella avventura, per fortuna a lieto fine, anche se ieri pomeriggio i due genitori se la sono vista brutta. La bimba, nata a termine, esattamente nel giorno previsto dai medici, ha impiegato poco più di 20 minuti per venire al mondo. Incredula anche la mamma che nel tragitto da Trodica di Morrovalle, dove la coppia vive con altri due bimbi, all’ospedale di Civitanova, ha capito che la sua piccina sarebbe nata lungo la strada. «Abbiamo anche beccato il passaggio a livello chiuso – prosegue Samir – e mia moglie quando stava bene mi chiedeva di accelerare e quando aveva la contrazione di andare piano, stavo impazzendo». Una storia che la mamma potrà raccontare alla sua bimba, quando sarà più grande, e ai suoi fratelli: un bimbo di 5 anni e una di 1 anno e mezzo.

«Ieri mattina siamo venuti in ospedale per un controllo, ma il medico ha detto che ancora era presto e siamo tornati a casa – dice il papà – poi attorno alle 18.15 mia moglie ha iniziato ad avere le prime contrazioni e ci siamo rimessi in auto. Mia moglie gridava: “dai che esce la testa”. Non ho più capito nulla e ho chiamato il 118». Attimi davvero concitati per la coppia: il papà si è fermato vicino al distributore Agip sulla statale e ha chiamato la Croce verde. Nel frattempo ha cercato di raggiungere l’ospedale ma all’altezza del Megauno è stato costretto a fermarsi. Giulka è uscita ed è nata. «Le ho tolto anche il cordone ombelicale attorcigliato attorno al collo – racconta la mamma – e poi mio marito al telefono con i soccorsi si è tolto la maglia e ha coperto la bambina». L’ambulanza della Croce verde li ha raggiunti poi ha scortato mamma e bimba in ospedale direttamente in Ostetricia dove finalmente la piccola ha potuto rilassarsi un po’ dopo la nascita precipitosa.



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