Il 25 aprile in giro per la provincia:
a Civitanova torna “Bella Ciao” (Foto)

LIBERAZIONE - Dalla costa all'entroterra, passando per il capoluogo, le celebrazioni in una giornata che è stata caratterizzata dalla visita del presidente Mattarella a San Severino

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Il 25 aprile a Civitanova (foto De Marco)

Festa della Liberazione in provincia, a Civitanova la banda torna a suonare “Bella Ciao”, a Macerata e Tolentino cerimonie “brevi” per raggiungere San Severino dove gli occhi di tutta Italia erano puntati per la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ma in tutta la provincia si è rinnovato il ricordo dell’81esimo anniversario della liberazione dal nazifascismo, tra momenti solenni e partecipazione delle comunità locali.

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Il presidente del consiglio Roberto Tiberi, il vicesindaco Claudio Morresi e il presidente Anpi Francesco Peroni

A Civitanova, dove nei giorni scorsi avevamo sottolineato lo svuotamento della celebrazione, con il venir meno di alcuni momenti come gli approfondimenti storici, al monumento di piazza Gramsci e il convegno in sala giunta, la banda è tornata a suonare “Bella ciao”.

Il canto della libertà e della Resistenza infatti da alcuni anni veniva intonato solo dai presenti, senza l’accompagnamento delle note. Quest’anno invece è tornato in scaletta. Alla cerimonia hanno partecipato il vicesindaco Claudio Morresi (Ciarapica in quanto primo cittadino era in fascia al teatro Feronia di San Severino), e il presidente Anpi Francesco Peroni.

«La libertà che celebriamo oggi non è un bene acquisito, ma una promessa di futuro  – ha detto Morresi – Tocca a noi mantenerla viva, forte e credibile per le generazioni che verranno». «Se c’è un nuovo fascismo, ci sarà anche una nuova Resistenza e dopo la resistenza c’è sempre la liberazione» – ha detto Peroni. Questo 25 aprile è stato inoltre il primo di Roberto Tiberi nel ruolo di presidente del consiglio comunale.

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Il 25 aprile a Macerata, cerimonia breve per consentire la partecipazione del sindaco a San Severino

A Macerata la commemorazione si è svolta in mattinata al monumento alla Resistenza di via Cioci, dove è stata deposta una corona di alloro alla presenza delle autorità del Comune e della Provincia, dei rappresentanti dell’Anpi, dell’istituto storico e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Un momento di raccoglimento e riflessione sui valori fondanti della Repubblica, nel segno della memoria e dell’impegno a custodire i principi di democrazia, pace e giustizia. Una cerimonia volutamente breve, proprio per consentire alle autorità di raggiungere San Severino, cuore delle celebrazioni provinciali, dove si è svolto l’evento principale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro Guido Crosetto.

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Cerimonia a Tolentino

Anche Tolentino ha celebrato la ricorrenza con un corteo partito da piazza della Libertà e accompagnato dal corpo bandistico fino a corso Garibaldi, dove si trova il graffito dedicato ai martiri dell’eccidio di Montalto. Qui, dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, è stata deposta una corona di alloro in memoria delle vittime. Alle 11 la città è stata attraversata dal corteo presidenziale diretto a San Severino, simbolo di una giornata che ha unito idealmente tutti i comuni del territorio nel ricordo della Resistenza e della conquista della libertà.

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Corteo a Morrovalle

Celebrazioni del 25 Aprile anche a Morrovalle, tra memoria e partecipazione: dopo la messa nella chiesa di Sant’Agostino, il corteo guidato dal sindaco Andrea Staffolani, insieme alle autorità e alla banda musicale, ha attraversato il centro fino al Monumento ai Caduti, dove è stata deposta una corona di alloro. Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato l’inno di Mameli: «Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta».

«In questi versi possiamo cogliere un’idea profonda: la visione di un Paese che, nei passaggi cruciali della propria storia, sa ritrovare coscienza di sé», ha detto, ricordando il ruolo della Resistenza anche nel territorio locale. «Il 25 aprile non è una mera ricorrenza storica, ma un momento di riflessione collettiva», ha proseguito, sottolineando come «la libertà e la democrazia non sono conquiste consegnate una volta per tutte», ma richiedano «cura, attenzione, impegno e responsabilità quotidiani».

Un passaggio anche sull’attualità: «Viviamo un tempo complesso, in cui lo scenario europeo e mondiale ci richiama con forza al valore della pace», intesa come «costruzione quotidiana di equilibrio, dialogo e cooperazione». «Celebrare oggi significa essere cittadini attivi, custodi della memoria», ha concluso, «solo così possiamo davvero destarci e rendere omaggio a chi ha lottato per la libertà». A intervenire anche il consigliere Francesco Sopranzi per il gruppo Cura e Partecipazione.

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Il 25 aprile a Recanati

A Recanati cittadini, istituzioni pubbliche, con la giunta e la quasi totalità dei consiglieri comunali, associazioni combattentistiche e quelle di volontariato hanno partecipato al corteo partito da via Primo luglio accompagnato dalla banda cittadina, per arrivare poi alla deposizione di corone d’alloro e successiva commemorazione del vicesindaco Roberto Bartomeoli e del presidente della sezione locale dell’Anpi Sandro Apis. 

«Oggi rendiamo omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita proprio per la libertà – ha detto il vicesindaco Roberto Bartomeoli che ha proseguito – compresi quei soldati giunti da terre lontane per combattere e morire per un Paese che non era il loro. Il 25 aprile ci ricorda che la libertà non è mai garantita per sempre. È una conquista che va difesa ogni giorno, anche nelle forme più quotidiane: nel rispetto reciproco, nella qualità del confronto pubblico, nella capacità di ascoltare chi la pensa diversamente, nel rifiuto dell’odio e della violenza, anche quando si presentano sotto forme nuove, magari più sottili. Perché la democrazia vive solo se è partecipata, vive solo se ognuno di noi sente di farne parte. Recanati – ha concluso Bartomeoli – non è estranea a queste sfide. Recanati è una comunità viva, fatta di persone che ogni giorno lavorano, studiano, si prendono cura degli altri, tengono insieme tradizione e cambiamento».

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Le tre poltrone a Castelraimondo. Sulla destra il sindaco Patrizio Leonelli

Tre poltrone di design, una bianca, una rossa e una verde, a celebrare i colori della bandiera nazionale, sono state sistemate dal Comune davanti all’istituto Strampelli di Castelraimondo. L’occasione sono le celebrazioni del 25 aprile. Concepite come vere e proprie poltrone, sono pensate per offrire un luogo accogliente di incontro e socialità per studenti, famiglie e cittadini.

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«Questa installazione rappresenta un intervento concreto di riqualificazione del verde pubblico, capace di coniugare funzionalità ed estetica. Offrire spazi curati e accoglienti significa anche promuovere una maggiore attenzione e rispetto per l’ambiente da parte di tutti, a cominciare dai più giovani» dice l’assessore all’Ambiente Edoardo Bisbocci.

«Il 25 aprile è una data fondamentale per la nostra comunità e per l’intero Paese – il sindaco Patrizio Leonelli -. Celebrare questa ricorrenza anche attraverso gesti concreti come questo, che migliorano la qualità della vita quotidiana, rafforza il senso di appartenenza e i valori di libertà e condivisione. Ringraziamo di cuore chi ha reso possibile questa donazione».

Tolto un pezzo dopo l’altro: così è un 25 Aprile “svuotato”

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Il 25 aprile di Mattarella a San Severino: «Non una celebrazione di maniera, mossi da amor di patria» (Foto/Video)

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