Camerino, l’esercito presidia
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SISMA - Nell'antica città ducale sono 105 i militari in servizio per prevenire episodi di sciacallaggio
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L'esercito a Camerino

L’esercito a Camerino

 

di Monia Orazi

Da ieri alle 19 a Camerino, per presidiare il centro storico, diventato zona rossa per la devastante distruzione delle scosse sismiche del 26 e del 30 ottobre, è arrivato l’esercito. Angeli silenziosi che vegliano sull’immenso silenzio dell’antica città ferita, a tutela delle case dove sono stati lasciati gli oggetti quotidiani dai residenti e dagli studenti in fuga dalla devastazione del terremoto.
Nell’antica città ducale sono 105 i militari in servizio di sicurezza e anti-sciacallaggio, a supporto delle forze dell’ordine, che così possono dispiegarsi sul territorio con pattuglie mobili, per essere ancora più vicine alle necessità della popolazione, dispersa in tantissimi piccoli borghi dell’antico ducato dei Da Varano. Quella appena giunta a Camerino è soltanto una parte della task force sicurezza, attiva sin dalle prime ore dopo il sisma del 24 agosto scorso.

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Gli uomini dell’esercito inizialmente si sono occupati delle zone di Accumuli ed Amatrice, nonché delle zone più colpite nell’ascolano, durante la fase iniziale del sisma, ma visto l’ampliarsi della zona colpita la loro presenza si è progressivamente allargata. Sono impegnati da oltre due mesi a causa del terremoto 320 uomini, agli ordini del colonnello Fabrizio Pianese, di stanza presso il 235esimo reggimento volontari “Piceno” di Ascoli Piceno, di questi un centinaio sono in servizio nella provincia di Ascoli, un altro centinaio a Rieti, oltre ai militari dislocati a Camerino, una quindicina si occupano delle funzioni di comando e controllo. Visto il perdurare del terremoto, le autorità preposte a gestire l’emergenza, hanno ritenuto necessario inviare l’esercito, con funzioni di supporto, sia nel centro storico che nelle frazioni, soprattutto a tutela della sicurezza della popolazione e dell’accesso alla zona rossa, per cui sono stati predisposti otto varchi. Gli uomini dell’esercito si occupano di vigilanza ed anti-sciacallaggio, controllando che ad accedere sia soltanto il personale autorizzato, vigili del fuoco che accompagnano chiunque debba recarsi in centro, nella zona rossa, per garantire la sicurezza. In questo modo carabinieri, polizia e le altre forze dell’ordine locali, non più gravate da questo compito, hanno a disposizione più uomini e personale per tutte le numerose necessità richieste da questa emergenza. Ora il dispiegamento dell’esercito è stato rimodulato, prevedendo un loro distaccamento anche a Camerino, per l’aggravarsi della crisi sismica.

Il palazzo in via Muzio

Il palazzo in via Muzio

In caso di calamità naturali, l’intervento dell’esercito, una forza armata capace di muoversi in poco tempo, garantisce una maggiore efficienza nell’affrontare l’emergenza, mettendo a disposizione della popolazione locale colpita, le stesse risorse umane e materiali utilizzate in tante missioni di pace, delle forze armate italiane all’estero. Nelle prime ore dalle tragiche scosse del 24 agosto, gli uomini dell’esercito e delle altre forze armate, si sono attivati subito nella ricerca di eventuali superstiti, in supporto alle altre forze di polizia e protezione civile, unitamente agli altri corpi della Difesa, aeronautica ed altro, utilizzando anche equipaggiamento per ricerche “endoscopiche”, tramite un robottino che arriva dove l’uomo non riesce, risparmiando rischi inutili. In questi giorni difficili molti militari stanno aiutando nella gestione dei campi, con cucine da campo e l’allestimento delle strutture di accoglienza alla popolazione, c’è poi il reparto del Genio che di recente ha ricostruito un ponte, recuperato beni e materiali nei comuni della provincia di Ascoli, in queste ore si stanno iniziando a rimuovere le macerie da alcune zone critiche.

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