Camerino, chi va e chi resta
tra scosse e attesa
SISMA - Sono 1.500 le persone rimaste senza casa. Nei centri di accoglienza i volontari cercano di riportare la normalità con sport e spettacoli. Il sindaco Gianluca Pasqui: "La nostra priorità è riaprire l'ateneo"
di Monia Orazi
Una giornata di attesa a Camerino, tra gli sfollati, per chi vuole restare, entrando nel centro storico a recuperare gli oggetti necessari a riprendere una parvenza di vita normale e chi vuole partire, andando negli alberghi della costa. Il meccanismo di flusso si è inceppato, perché anche oggi è stato impossibile entrare nel centro storico, chiuso per precauzione anche agli stessi soccorritori. Se le scosse daranno tregua, si riprenderà domani. Intanto è proseguita la partenza delle persone assistite nei due centri di accoglienza in località Le Calvie, ma dato che gli uffici comunali sono stati sommersi di richieste ed i posti per accogliere tutti mancano, questo pomeriggio si è inceppato anche questo meccanismo. Le richieste sono state sospese sino alle 8 di domani mattina. Il centro di smistamento, gestito dalla Protezione civile nazionale è l’Holiday di Porto Sant’Elpidio, ma visto il boom di richieste, si stanno cercando altri alberghi lungo la costa abruzzese. Dalle ultime notizie sembra si sia trovato posto a Pineto e Silvi Marina. Domani mattina si potranno presentare le nuove richieste. Sinora sono mille e cinquecento le persone rimaste senza casa e un migliaio gli universitari in cerca di una nuova sede per fare lezione. Intanto nei centri di accoglienza in località Le Calvie si è costituito un gruppo di giovani volontari che si sta dando da fare per organizzare momenti spensierati, per dare un sapore di normalità, alla vita degli sfollati, tra sport, momenti di intrattenimento ed attività di doposcuola. Oggi pomeriggio alcuni di loro sono andati a Pieve Torina a giocare a calcio con i ragazzi del centro di accoglienza, domani pomeriggio alle 16 festa di Halloween per i più piccoli alle Calvie.
Il Coc, alla sede Contram delle Mosse, è un porto di mare. Gente che arriva da tutte le parti per avere informazioni e richieste. Al terzo piano si susseguono riunioni con il sindaco Pasqui e tutti i componenti delle forze dell’ordine e della protezione civile, oltre ai dipendenti comunali che lavorano in condizioni di emergenza, visto che computer ed attrezzature sono rimaste in gran parte nel palazzo comunale, in piena zona rossa. Per il sindaco Pasqui la priorità è l’università, dopo che oggi il rettore Corradini ha ribadito di voler riprendere al più presto le attività, per garantire la continuità dell’anno accademico, sia dentro che fuori Camerino, ovunque sia possibile fare lezione. Ha affermato Pasqui in una nota: «In un momento nel quale tutto è una priorità, non posso non considerare l’Università, la priorità per la ripartenza della nostra città. Ritengo pertanto di dover incontrare il prima possibile il commissario straordinario Vasco Errani ed il presidente della Regione Luca Ceriscioli, congiuntamente al rettore Flavio Corradini, per riuscire a concretizzare l’impegno preso durante la visita a Camerino del presidente del Consiglio Matteo Renzi: quello di riuscire a riprendere al più presto la vita universitaria del nostro ateneo nella nostra città».
In tal senso il sindaco si è subito attivato: «Non posso infatti in alcun modo immaginare che l’anno accademico, le attività amministrative e la vita accademica dell’università di Camerino possano riprendere in un luogo diverso dalla città che porta il suo nome. Già ci siamo attivati richiedendo tecnici per fornire le schede Aedes al fine di verificare le strutture universitarie così da avere i numeri certi sui quali discutere e ragionare, oltre ad identificare altre aree che serviranno ad ospitare strutture idonee ad accogliere i nostri studenti». Non appena riaprirà il centro storico, l’obiettivo è di verificare come poter ripristinare un minimo di agibilità per garantire l’accesso, con la messa in sicurezza delle situazioni più critiche. Oggi a Camerino è giunto il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo: «Ho incontrato il sindaco Gianluca Pasqui e il rettore dell’università Flavio Corradini. Millecinquecento sono le persone rimaste senza casa e più di un migliaio sono gli studenti la cui facoltà è rimasta pesantemente lesionata. La ripresa di Camerino passa necessariamente attraverso il rilancio dell’università, fondamentale anche per l’economia locale».




