La cantante Mafalda Minnozzi:
“La casa sa di polvere e lacrime,
a San Severino è una tragedia”
SISMA - L'artista conosciuta in tutto il mondo ha raccontato la distruzione dell'abitazione dove vive con la madre e il marito pubblicando delle foto su Facebook e un commento in tre lingue. Ai settempedani dice: "Canterò per voi, i nostri dolori e le nostre vittorie"
“Abbiamo la casa inagibile e qui a San Severino è una tragedia”. Alle voci del dramma che in questi giorni emergono dalle macerie di una terra in ginocchio si fa sentire nitida quella di Mafalda Minnozzi. La cantante celebre in tutto il mondo racconta con delle immagini e un post scritto in tre lingue diverse la distruzione di San Severino, città a cui è molto legata dove ha vissuto per diversi anni. Il sisma non ha risparmiato la casa che l’artista condivide con la madre rendendola inagibile.
“Tanta gente senza casa – continua Minnozzi – e con la dignità antica di non chiedere troppo per non disturbare. Io e mia mamma abbiamo una casa che abbiamo voluto e amato fin dall’inizio, il risultato è stato frutto di anni e anni di sacrifici e di rinunce. In quei pochissimi secondi la nostra casa che era stata pulita e messa a lustro pochissime ore prima non profumava più di lustramobili e detersivo di pavimenti alla lavanda ma di polvere e di lacrime. Le nostre”.
Il racconto si fa intenso quando la cantante si riferisce all’emozione provata guardano lo sconforto della madre: “Non so quanto dolore possa aver provato quando ho visto gli occhi di mia mamma nel vedere la nostra casa implosa e ferita. Mi sono fatta coraggio e non mi sono fermata neanche un momento per cercare una possibilità, un’unica possibilità che mi desse la speranza di ricominciare di nuovo e ritornare a fare. Sono così stanca che mi vedo le spalle curve e la pancia gonfia anche gli occhi sono più piccoli ed è come se tutto volesse ritirarsi in me e chiudersi in un fagotto sbrindellato. Anche Marco il mio eterno e amato marito ha il viso stanco e il cuore gonfio ma lui non lo dà a vedere, almeno credo. Poi il mio eterno compagno di lavoro Paul Ricci che per la prima volta nella sua vita ha vissuto sulla pelle tutti i miei antichi racconti di terremoti, di piedi tremanti e di ineluttabile fragilità e tutti i miei vecchi ed eterni amici che mi hanno sostenuto aiutato orientato con affetto amore e lucida logica primordiale sulla vita, sulla terra, sul coraggio. Grazie a tutti miei orgogliosi e meravigliosi concittadini. Canterò per voi, i nostri dolori e le nostre vittorie“.
(Cla.Ri)






Ciao Mafalda spero che a mamma non sia successo niente e che stia bene,un abbraccio forte e un bacio grande!!!!!