Crolla una casa a Gualdo,
danni nel centro di Sarnano
SISMA - Diversi i danni che si sono registrati a Sarnano, Gualdo, Penna San Giovanni, Monte San Martino, Sant’Angelo in Pontano e Ripe San Ginesio. I sindaci: "Si ricomincia tutto da capo"
“Si ricomincia tutto da capo: è una ferita che si riapre”. E’ questa la frase pronunciata all’unisono dai sindaci dei comuni di Sarnano, Gualdo, Penna San Giovanni, Monte San Martino, Sant’Angelo in Pontano e Ripe San Ginesio dopo le scosse di ieri. Sono tutti in giro nei propri territori, con i rispettivi uffici tecnici, per valutare la situazione degli edifici pubblici e privati, delle chiese e delle scuole. “C’è stato qualche crollo nel centro storico, fortunatamente senza feriti o persone rimaste coinvolte: in via Mazzini una parete di un’abitazione, in via della Costa, qualche cornicione, qualche capanna nelle frazioni – dice il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli – C’è stato qualche danno al cimitero, in alcune abitazioni a Piobbico, sono aumentate in maniera consistente le lesioni al teatro e alla chiesa di Santa Maria (già dichiarati inagibili dopo il terremoto del 24 agosto, ndr) che prima erano circoscritte e ora sono abbastanza diffuse. Anche il palazzo comunale ha avuto qualche danno, fortunatamente non ci sono danni strutturali alle scuole e decideremo nel pomeriggio se riaprirle domani – prosegue Ceregioli – Nelle case dove prima c’era una crepa piccola ora la stessa è diventata più grande e quindi la situazione sarà da monitorare e controllare costantemente nei prossimi giorni. Abbiamo aperto il palasport, le 60 brande messe a disposizione per la notte sono state subito esaurite, c’è stata tantissima gente che ha dormito all’interno delle auto davanti al palazzetto o nel parcheggio Bozzoni. Ero all’interno delle scuole medie quando c’è stata la seconda scossa, sembrava non finire mai”.
A Gualdo è crollata una casa in contrada Zazza. “L’edificio era già stato dichiarato inagibile dopo il terremoto del 24 agosto e, ovviamente, non era abitato – dice il sindaco Giovanni Zavaglini – ci sono stati ulteriori danni da crolli parziali in centro storico. Stanno continuando, comunque, i lavori di installazione dell’edificio scolastico provvisorio che consentirà il passaggio di tutte le scuole che sono ora nella tensostruttura: oggi i nostri ragazzi hanno svolto regolarmente le lezioni, probabilmente sono stati gli unici in Provincia”. Diversa la situazione a Penna San Giovanni: “Temevamo per il palazzo comunale, per l’archivio storico e la torre campanaria ed invece tutto sembra essere in ordine – dice il primo cittadino Giuseppe Mancinelli – Molte persone hanno trascorso la notte nelle scuole, tantissime nelle auto. Ci sono stati momenti di autentico terrore ieri sera, stiamo comunque valutando l’ipotesi di riaprire domani ma ancora non è stato deciso nulla in merito”. E’ il primo cittadino di Monte San Martino, Valeriano Ghezzi, a tracciare un primo bilancio dopo le scosse di ieri. “Una casa colonica a San Venanzo che aveva all’interno 15 bovini sta crollando, abbiamo provveduto a trovare una stalla dove trasferire gli animali. C’è un forte aggravamento della situazione di un’ala del convento delle suore benedettine, mentre abbiamo dovuto chiudere la strada comunale Villa Massi, perché alcune pareti di due case diroccate sono venute giù. La cinta muraria ha riportato alcune lesioni siamo in attesa dell’ esito della valutazione dei tecnici. Il palazzo comunale è a posto – continua Ghezzi – mentre preoccupa la situazione delle chiese, dove qualche piccola lesione c’era e ora sicuramente avremo dei peggioramenti. Molte le persone che hanno trascorso la notte al campo sportivo o nel parcheggio che si trova sopra l’impianto”.
Agostino Cavasassi, sindaco di Sant’Angelo in Pontano, sottolinea: “Le vecchie lesioni, riportate sia dagli edifici pubblici che privati, si sono riaperte in maniera importante. La macchina della protezione civile si è mossa velocemente, la palestra comunale ha ospitato una ventina di persone per la notte, abbiamo svolto sopralluoghi già da ieri sera con l’ufficio tecnico nelle case inagibili che gravavano sulla via principale. La Collegiata e la chiesa di San Nicola, già inagibili, hanno riportato altre lesioni. C’è stato qualche crollo in campagna, due abitazioni già inagibili hanno riportato dei cedimenti interni. Per fortuna – conclude Cavasassi – hanno tenuto i campanili che erano già stati messi in sicurezza”. Paolo Teodori, primo cittadino di Ripe San Ginesio, racconta la paura provata al momento della seconda scossa: “Per la prima volta ho avuto paura durante un terremoto. Eravamo in piazza dopo la prima scossa, è stato davvero un momento terribile. Quando sta per tornare normalità ed invece ritorna la paura la situazione si fa inevitabilmente più pesante. La psicosi è il problema più grande, questa volta abbiamo avuto meno danni ma molta più paura. Abbiamo ricominciato da capo con le verifiche. La situazione della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo si è aggravata, ci sono lesioni nel punto in cui è attaccata al campanile che non sembra pericolante ma ora va monitorato. Il cimitero ha una parte già chiusa e va controllato così come ponte che porta in paese e un pezzo delle mura castellane. L’ufficio tecnico ha verificato le scuole, domani riapriamo. Una quarantina di persone ha trascorso la notte scorsa al palazzetto”.





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