Ospedale, il consigliere Giorgi:
“Non serve a nulla protestare ora”

CINGOLI - Il capogruppo di opposizione replica alla volontà del primo cittadino Filippo Saltamartini di insorgere contro il decreto regionale che taglierebbe i servizi del nosocomio. "Concordiamo con lui, ma dove stava a gennaio quando i sindaci dell'entroterra si confrontavano con la commissione sanità?"

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Giorgio Giorgi, consigliere comunale all'opposizione di Cingoli

Giorgio Giorgi, consigliere comunale all’opposizione di Cingoli

«Non serve a nulla protestare adesso quando i buoi sono usciti dalla stalla. Dove stavate a gennaio quando i sindaci dell’entroterra protestavano e si confrontavano con la commissione consiliare sanità e magari riuscivano ad ottenere qualcosa in più?». E’ la domanda che Giorgio Giorgi, consigliere all’opposizione di Cingoli, pone al sindaco Filippo Saltamartini che negli ultimi giorni ha lanciato un appello ai cittadini per insorgere contro il decreto della Regione che prevede la soppressione del punto di primo intervento dell’ospedale cingolano. Nonostante il gruppo di minoranza di Giorgi, Cingoli Sviluppo, «concordi con il sindaco sull’intervento da noi pure sollecitato in questi giorni per il punto di primo intervento – sottolinea Giorgi -, non possiamo tacere sulla confusione di Saltamartini in merito agli atti da impugnare e le relative tempistiche». Il primo cittadino di Cingoli ha infatti affermato che è pronto a far valere i suoi diritti costituzionali in caso di taglio dei servizi dell’ospedale. «Se i ricorsi non si presentano in modo corretto e si fa confusione – spiega il consigliere -, Cingoli rischia concretamente la chiusura del punto di primo intervento. Il ricorso andava presentato entro la primavera scorsa. Ma per chiedere quanto avevamo già si doveva lottare l’inverno scorso e l’incontro richiesto recentemente dal sindaco con il dirigente dell’Asur, Alessandro Marini, temo che adesso servirà a poco, se non a chiarire e precisare meglio i contorni organizzativi del Punto di assistenza territoriale (Pat)». «Il problema – conclude il consigliere Giorgi – è sempre lo stesso. Autoreferenzialità e arroganza di un’amministrazione sempre più assente ed isolata sia sul piano provinciale che di area vasta e regionale».

 


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