Ceriscioli a 2 mesi dal sisma:
“Il decreto ci soddisfa,
4,5 miliardi nella finanziaria”
SISMA - Il presidente della Regione: "C'è un forte snellimento organizzativo e burocratico". L'assessore Angelo Sciapichetti: "Un clima di partecipazione e confronto da sviluppare anche nei prossimi mesi”. Anna Casini sull'agricoltura: “Le aziende che hanno subito danni sono circa 60, con una stima di circa 3 milioni di euro"
“Con la Finanziaria saranno messi a disposizione 4,5 miliardi per l’intera ricostruzione”. E’ uno degli elementi di novità del decreto legge sulla ricostruzione post sisma indicati dal presidente della Regione Luca Ceriscioli al Consiglio regionale di oggi. “In passato – ha spiegato – i finanziamenti venivano stabiliti gradatamente, ci sono stati intervalli anche di tre anni, con relativi stalli per le opere di ricostruzione. In questo modo cambia la prospettiva, c’è un forte snellimento organizzativo e burocratico. Non l’attesa delle risorse che condiziona l’attività burocratica, man mano che abbiamo progetti pronti, liberiamo risorse. E il coinvolgimento delle popolazioni, con assemblee sui territori, e degli ordini professionali, assicurerà trasparenza”.
Una seduta monotematica, quella di oggi, dedicata quasi tutta al terremoto. A due mesi dal sisma che ha colpito le regioni del centro Italia l’assemblea si è aperta con le comunicazioni di Ceriscioli, che dopo aver sottolineato il superamento della fase emergenziale e l’avvio di quella della ricostruzione ha lasciato la parola a Paolo Costanzi. Il responsabile dell’avvocatura regionale, attraverso alcune slide, ha spiegato le linee di intervento, in larga parte contenute nel decreto legge 189 “Terremoto”, approvato il 17 ottobre scorso e che dovrà essere convertito entro due mesi. “In attesa della conversione – ha rilevato il presidente Ceriscioli – vi sarà un lavoro approfondito in sede parlamentare. Un decreto che ci soddisfa – ha detto – perché riconosce la peculiarità delle aree colpite e per la prima volta nella storia degli eventi sismici della nostra nazione, offre un contributo per la ricostruzione delle seconde case”.
L’assessore regionale alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti, ha ringraziato tutto il personale della protezione civile che si è adoperato nella fase dell’emergenza. “In questo delicato frangente, oggi superato – ha affermato Sciapichetti – abbiamo visto all’opera persone che si sono sobbarcate l’onere di dare risposte in una situazione difficile e spesso drammatica. C’è stata una grande partecipazione corale – ha poi aggiunto – e questa mobilitazione va giustamente sottolineata. Dobbiamo continuare a sviluppare questo clima di partecipazione e confronto anche nei prossimi mesi, per dare risposte celeri, efficaci e trasparenti”. Un lavoro che sarà comunque lungo e impegnativo considerato che risultano ben 42 mila le richieste di sopralluogo pervenute agli uffici competenti.
La vicepresidente della Giunta e assessore all’agricoltura e zootecnia, Anna Casini, ha preso la parola per illustrare, nel dettaglio, la situazione dei danni subiti dalle aziende agricole, con particolare riferimento agli allevamenti, e la programmazione degli interventi in tale settore per il riavvio delle attività. “Le aziende agricole che hanno subito danni sono circa 60, con una stima di circa 3 milioni di euro. Un danno che è stato grave anche sotto il profilo delle infrastrutture coinvolte, anche per l’interruzione della viabilità”. Positivo il giudizio sul decreto Terremoto: “E’ la prima volta che in Italia viene approvato un decreto così completo, sia dal punto di vista dell’ambito degli interventi che dal punto di vista economico”.
Dopo gli interventi da parte dei rappresentanti della giunta si è aperto il dibattito generale. Piergiorgio Fabbri (M5S) ha segnalato il fatto che “i costi per adeguare le scuole sono molto elevati e preoccupa il fatto che molti Comuni non si sono ancora adeguati alla microzonazione sismica”. “Dobbiamo far rinascere i nostri borghi attraverso ricostruzioni mirate – ha invitato Fabbri – non facciamoli diventare dei musei”. “La risposta al nostro quesito sull’utilizzo dei tecnici per il terremoto è lacunosa e non veritiera – ha rilevato Sandro Zaffiri (Lega Nord) – “Quanto previsto nel decreto del Governo non soddisfa le esigenze del territorio marchigiano, ancora una volta mortificato”. “Il Consiglio non è stato e non viene coinvolto – ha aggiunto – invitate importanti figure istituzionali e qui non si sa mai niente. Non c’è dialettica, né partecipazione”. Lo stesso scarso coinvolgimento è stato lamentato dalla consigliera Elena Leonardi (FdI) che ha aggiunto “I criteri della microzonazione e dell’individuazione del cratere sono inappropriati per un fenomeno di questo genere”. Il consigliere Pd, Francesco Giacinti ha rilevato come il decreto del Governo sia sicuramente perfettibile. “Non possiamo però negare – ha detto – che per la prima volta abbiamo un decreto che offre un larghissimo ventaglio d’intervento, anche per quanto riguarda prime e seconde case, nonché attività economiche”. Per Sandro Bisonni (Misto) “quello dell’inserimento dei comuni all’interno del cratere è un falso problema”. “Il problema enorme è che questo decreto non prevede nemmeno un euro per case dichiarate agibili, quando la realtà dice l’esatto contrario”. Il consigliere Fabio Urbinati (Pd) è convinto che “tutte le risposte che ci sono state e ci sono vanno incontro alle esigenze di quei territori”.
Duro l’intervento del consigliere della Lega nord, Luigi Zura Puntaroni: “Definizioni (come quella del cratere) e gli interventi programmati (troppi i soggetti esclusi) sono una colossale presa in giro”. Peppino Giorgini (M5S) critico con i criteri scelti per individuare i danni subiti dalle abitazioni. “Non possiamo sporcare tutto questo egregio lavoro – ha affermato – con errori così banali”. Per Francesco Micucci (Pd), “il decreto entra nel cuore dei problemi”. “Adesso – ha aggiunto – occorre verificare se esistono margini di manovra all’interno del decreto per migliorarlo”. Gianni Maggi ha rimarcato lo spirito collaborativo del Movimento 5 Stelle. “Vigilare sulla ricostruzione – ha rilevato – per garantire sicurezza, legalità e trasparenza”. Per Luca Marconi (Udc) non si può dire che non vi sia stato dialogo e confronto. “In questa aula – ha rilevato – possiamo avere un sereno e approfondito dibattito pubblico”. Positivo il fatto di avere un decreto “aperto”, cioè modificabile fino alla sua conversione. Piero Celani (FI), associandosi ai ringraziamenti a chi ha contribuito a lavorare nella fase dell’emergenza, ha però segnalato come la questione relativa all’inserimento o meno nel decreto non sia peregrina. “Quali sono stati i veri criteri per l’individuazione del cratere?”. Infine, Andrea Biancani (Pd) ha avanzato l’iniziativa di una risoluzione per un confronto continuo e per un’azione comune di proposta di modifica del decreto, in senso migliorativo, sulla strada della sua conversione in legge.
Luca Ceriscioli ha chiuso tornando sul decreto: “Mette nella condizione tutti i soggetti di essere operativi prima possibile per avviare la ricostruzione. Un capitolo importante della ricostruzione è anche quello delle infrastrutture con un significato di tipo tradizionale (strade), ma anche più particolare (come quello relativo alla rete degli acquedotti). Rispetto alla valutazione generale del contenuto del decreto, il giudizio resta positivo. Il decreto è migliorabile tenuto conto di un punto di partenza che è ampiamente soddisfacente”.

