L’iperespressionismo
made in Macerata,
incontra i “padri” berlinesi
IN MOSTRA - Il movimento artistico fondato da David Miliozzi è approdato nella culla dell'arte contemporanea dove 110 anni fa fu scritto il manifesto espressionista Die Brucke. Grande successo di pubblico e critica alla Retramp Galerie dove le opere saranno visibili per tre settimane. La prossima tappa sarà Londra

L’inaugurazione della mostra a Berlino

David Miliozzi, fondatore del movimento iperespressionista
di Marco Ribechi
Da Macerata a Berlino per internazionalizzare l’iperespressionismo. Dopo i successi di Roma e Macerata alla Tevere art gallery e a Laboratorio41 l’avanguardia artistica fondata da David Miliozzi (leggi l’articolo), critico d’arte maceratese, vola nella capitale mondiale dell’arte contemporanea. Dopo 110 anni dal manifesto espressionista Die Brucke del 1906, il movimento arriva nella casa “del padre naturale”. L’11 luglio, nella Retramp galerie è stata inaugurata la mostra “Die Zeit des Hyperexpressionismus – il tempo dell’iperespressionismo”. «Un ritorno alle origini – dichiara Miliozzi – il movimento ha generato un’incredibile risposta di pubblico e di critica, a conferma del fatto che l’iperespressionismo coinvolge sia gli addetti ai lavori sia il pubblico sempre piu stanco degli iper-formalismi e degli iper-concettualismi freddi e incomprensibili di molta arte contemporanea. C’è bisogno di autenticità e di forza espressiva. L’arte si occupa di tutto cio che e vita e morte, compreso il dolore e la paura, il resto è design». La mostra sarà allestita per tre settimane e ha gia ricevuto i complimenti di Bernd Rottenburg degli Staatliche Museen zu Berlin.

Un’opera della mostra
Oltre a Fosco Sileoni di Tolentino e Iacopo Maria Fiorani di Roma, hanno esposto le loro opere l’artista tedesco Daniel Nagengast e l’artista polacca Olga Raciborska. Il tutto arricchito dalla performance musicale degli Hyper, gruppo di dj berlinesi, che hanno abbracciato il manifesto Iperespresisonista a conferma che il movimento riguarda l’arte a 360 gradi coinvolgendo ogni forma di ricerca e espressione. «Siamo solo all inizio – aggiunge Miliozzi – A settembre ci aspetta Londra, siamo in contatto con diverse gallerie che ci hanno chiesto di portare l’iperespressionismo nel Regno Unito. La Brexit non ci impedirà di arrivare anche nella capitale inglese. Il movimento iperespressionista continua ad inseguire la stella polare dell’originarietà, torna alle origini del fare arte, nella caverna delle idee e si interroga sui paradossi della contemporaneità, sulla società dell’ipercomunicazione e delle ipersolitudini, dei consumi e di un mondo sempre piu vorace e affamato di senso».





