L’arte rinasce da Macerata
Miliozzi fonda l’iperespressionismo
MOVIMENTO - Il maceratese ha scritto il manifesto della nuova corrente artistica che ha già conquistato Roma. Da sabato al Laboratorio 41 la prima esibizione in provincia. "Siamo pronti ad internazionalizzarci. In estate ci aspettano a Berlino e Londra"

Al centro David Miliozzi accompagnato dall’artista Fosco Sileoni (a sinistra) e Alessandro Leanza del Lab41 (destra)

L’esibizione alla Tag di Roma
di Marco Ribechi
Un nuovo movimento artistico è pronto a diffondersi in Europa, le sue origini sono però radicate a Macerata. Si tratta dell’Iperespressionismo fondato da David Miliozzi, critico d’arte e ideatore della corrente, autore del manifesto iperespressionista. Per la prima esibizione è stata scelta con grande successo Roma, alla Tag – Tevere Art Gallery – ma ora il movimento è pronto a “tornare a casa”. Sabato 19 marzo la corrente artistica farà tappa per tre settimane al Laboratorio 41 Art Gallery di via Maffeo Pantaleoni, prima di internazionalizzarsi a Berlino e Londra.

David Miliozzi
«L’iperespressionismo segue la stella polare dell’originarietà come ritorno alle radici dell’espressività e quindi della propria umanità – spiega David Miliozzi – In controtendenza rispetto ad un’epoca di dilagante digitalizzazione informatica, di superficiale frammentazione dei rapporti sociali, di fruizione artistica ormai trasformata anch’essa in consumo quotidiano, l’iperespressionismo pone l’accento sull’accresciuta solitudine dell’uomo». I primi due artisti ad aderire al manifesto sono stati Fosco Sileoni di Tolentino e Iacopo Maria Fiorani. Nell’esibizione maceratese ci sarà spazio anche per il videoartista Roman Stezek. «Proponiamo una ricerca del senso, da ricercare nella capacità dell’arte di suggestionare ancora – continua Miliozzi – nella sua emotiva potenzialità comunicativa, nel gesto sempre simbolico, nel colore crudo, vivo, nell’ostinata personalizzazione dell’artista e nel suo assoluto bisogno di coinvolgerci. Il vissuto interiore è sempre irrisolto e conflittuale, l’unica possibilità è trascenderlo in materia, scandagliare la ricerca di un equilibrismo cromatico di ombre e luce, traît d’union fra conscio e inconscio, normalità e diversità, fisico e metafisico, suggestione e shock».

un momento della mostra romana
Nell’iperespressionismo l’arte diventa lo strumento privilegiato per “iperesprimere” la contraddittorietà quotidiana, mettendo al centro l’opera. «Il movimento ha destato interesse e consensi da parte di molti artisti anche internazionali – spiega Miliozzi – polacchi, inglesi, tedeschi. E’ una proposta di un nuovo modo di fare arte. Riguarda ogni campo dell’espressione, non solo la pittura. Abbiamo iniziato a Roma perchè vogliamo lanciare il messaggio di recuperare il patrimonio artistico nascosto. Ora torniamo in provincia e da luglio saremo prima a Berlino poi a Londra per internazionalizzare il movimento». L’inaugurazione sarà sabato alle 18,30 al Laboratorio 41. Sarà poi visitabile tutti i giorni dalle 18 alle 20, eccetto la domenica. Nel giorno di apertura sarà presente con un intervento anche Maurizio Boldrini, fondatore del Minimo Teatro.


