Cerolini: “A Civitanova
non siamo criminali”
E sulle aziende “Nessun problema”

LA REPLICA - L'imprenditore interviene dopo l'articolo di ieri a firma dell'avvocato Giuseppe Bommarito su Cronache Maceratesi. Mellino: "Contro di me esternazioni false, lavoro onestamente e alla luce del sole"
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Giuseppe Cerolini

Giuseppe Cerolini

 

«Civitanova non è una città di criminali, i fatti che ho segnalato non sono una bufala. Nessun problema per le mie aziende, nonostante i sequestri. Mellino ha pagato il conto con la giustizia e si sta riabilitando». Questi alcuni punti con cui il patron della Civitanovese, Giuseppe Cerolini, replica all’avvocato Giuseppe Bommarito, in merito all’articolo comparso ieri (leggi l’articolo) e in cui si parla di un allargamento delle indagini fuori Regione legate alle vicende di Cerolini e in cui si cita, tra l’altro, la presenza di esponenti di una cosca crotonese a Civitanova.   

«Nel suo articolo – dice Cerolini rivolgendosi all’avvocato Bommarito –, ciò che mi dispiace molto, è che lei attacca la mia città, Civitanova, come se fosse una località di criminali; dalle autorità, ai politici, agli imprenditori, criminali come me, salvo i suoi amici di Civitanova, sicuramente pochi ed illibati (forse ancora per poco).

Per quanto riguarda i gravi fatti degli inquirenti relativi alle inchieste in corso nei miei confronti, saranno le autorità competenti a fare chiarezza. Del resto, lei che è stato o è avvocato, dovrebbe saperlo. Di certo non è una bufala come lei dice. Il tempo mi darà ragione». Altro punto è il riferimento alla «signora Giulia, moglie del “noto criminale” Angelo Recchi, ottantaseienne a cui “piacciono le donne”, che giornalmente cucina, dietro qualche mancia rilasciata dal sottoscritto, presso la mensa dell’ufficio per il sottoscritto per i collaboratori ed altre persone che sono in difficoltà economiche». Bommarito nell’articolo parla di indagini aperte dalla procura di Spoleto, e che riguardano Angelo Recchi, presunto prestanome, colpito da un decreto di sequestro: «Apprendo da lei che sono indagato presso la Procura di Spoleto (in realtà nell’articolo Bommarito non fa riferimento a questo, ndr); a me non risulta; visto che lei ha delle fonti informative efficienti e “riservate” provvederò quanto prima a chiedere visto che sono l’interessato. In merito ai problemi delle mie aziende – continua Cerolini –, le comunico che è informato male, perché nonostante tutti i problemi relativi ai due sequestri in seguito ai quali qualsiasi azienda italiana sarebbe già crollata, il sottoscritto riesce a provvedere. Per quanto mi riguarda, il signor Mellino per gli errori commessi ha pagato il conto con la giustizia, così come altri miei dipendenti, che ad oggi, sono sicuro, si stanno riabilitando in maniera corretta ed onesta. Certamente tutto questo grande moralismo e tutta questa ipocrisia, vista l’enorme pubblicità negativa, non giovano al percorso riabilitativo. Il sottoscritto non trova corretto giudicare la vita e soprattutto le disgrazie degli altri, quando gli stessi intraprendono un percorso molto duro e difficile per riparare agli errori commessi. Sarebbe molto bello che tutte le persone fossero oneste, serie, caritatevoli e benpensanti. Certamente il mondo sarebbe migliore».

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Anche Giovanni Aldo Mellino replica all’avvocato Giuseppe Bommarito dopo l’articolo pubblicato su Cronache Maceratesi. Mellino fa presente di aver «sporto formale denuncia querela contro iBommarito per il reato di diffamazione a mezzo stampa in relazione agli articoli pubblicati in data 29 Gennaio 2016, 18 Marzo 2016 e 2 Aprile 2016, dal contenuto diffamatorio, ingiurioso e calunnioso ed attende che la magistratura ai fini di giustizia faccia tutti gli atti dovuti. Ribadisce – scrive Mellino – che non ha mai conosciuto il sig. Bommarito e non capisce la reiterata condotta antigiuridica contro il sottoscritto propalando esternazioni false ed infondate. Non ha mai conosciuto il sig. Andrea Maizzi. Lavora onestamente alla luce del sole, ha sempre lavorato, se ha commesso errori, come può capitare a qualsiasi essere umano, ha pagato il conto con la giustizia. Lavora con dignità ed onestà, non frequenta ambienti criminali ma persone per bene, oneste e lavoratrici. Non si spiega questo accanimento mediatico contro la sua persona da parte dell’articolista e del giornale che ospita tali articoli ingiuriosi e diffamatori».



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