Laura Boldrini a Macerata,
tra idee e neologismi
“Ecco la mia Eutopia”

FOTO/VIDEO - La presidente della Camera con la spilla degli "Stati Uniti d'Europa" appuntata sulla giacca si rivolge ai giovani. Nel suo intervento all'università, più volte interrotto dagli applausi, ha ripercorso la storia di un'Unione segnata da continui “stop and go”. Sull'immigrazione: "L’integrazione è un passaggio necessario e indispensabile per vivere tutti bene, quindi bisogna dedicargli tempo e energie". Selfie e abbracci con gli studenti
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Nel video: Le dichiarazioni di Laura Boldrini all'arrivo in piazza della Libertà, l'incontro con Somaja Iddaif, la risposta alla questione immigrati nel Maceratese. Roberto Mancini apre alla proposta di corsi universitari dedicati ai 60 anni dei Trattati di Roma
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Romano Carancini mostra l’orologio planetario di piazza della Libertà al presidente della Camera Laura Boldrini

 

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Somaja Iddaif incontra Laura Boldrini

 

di Federica Nardi

(Foto di Lucrezia Benfatto, video Gabriele Censi)

Una città blindata che si raccoglie intorno alla presidente della Camera per riflettere sui grandi temi europei. Così Macerata questa mattina ha accolto Laura Boldrini. Prima del suo intervento all’università di Macerata, una passeggiata in corso della Repubblica e l’arrivo in piazza della Libertà. Lì tutte le autorità civili e militari e i rettori di Luigi Lacchè di Unimc e Flavio Corradini di Unicam hanno accolto calorosamente la presidente, scortatissima lungo tutto il percorso. Ad attendere Boldrini anche una donna marocchina, Somaja Iddaif, che nel suo giorno libero ha atteso la presidente in piazza per ringraziarla e abbracciarla (leggi l’articolo). Dopo un veloce caffè nella facoltà di Giurisprudenza Boldrini ha preso posto nell’auditorium San Paolo. Ad attenderla centinaia di persone e di studenti delle scuole superiori. Con la spilla degli “Stati Uniti d’Europa” appuntata sulla giacca, è proprio ai più giovani che si rivolge la presidente. Nel suo intervento, più volte interrotto dagli applausi, Boldrini ha ripercorso la storia di un’Europa segnata «da continui “stop and go”, successi e insuccessi. Ma una grande idea ha sempre la capacità di risorgere dalle proprie sconfitte», ha detto Boldrini, citando Altiero Spinelli, uno degli autori del Manifesto di Ventotene.

Boldrini_LacchèEd è da quell’utopia nata al confino, mentre l’Europa era dilaniata dai nazionalismi, che Boldrini parte per coniare il suo neologismo: «Europa e utopia. Vorrei intrecciare questi due concetti e farli diventare una cosa sola: Eutopia». Un termine che racchiude il senso delle sue proposte. A partire dalla consultazione pubblica sul web che permetterà ai cittadini di dire la loro sul futuro dell’Unione europea. La consultazione partirà a metà febbraio e ruoterà intorno alla dichiarazione congiunta “Più integrazione europea: la strada da percorrere”, firmata alla Camera il 14 settembre con i presidenti dei parlamenti tedesco, francese e lussemburghese. La presidente ha anche rilanciato l’idea di una cittadinanza europea fondata sul reddito minimo e di elezioni europee che prevedano liste transazionali, non legate solamente ai partiti dei singoli stati membri.

Debora Pantana lascia l'auditorium

Debora Pantana lascia l’auditorium

Idee per un’Europa che «non è la stessa di Altiero Spinelli – ha detto la presidente – La crisi sociale di oggi è dovuta agli interessi nazionali di breve periodo. Anche in Italia dobbiamo superare la malattia dello “short-termism”. Se non cambiamo faremo un favore a chi vuole disgregare l’unione. Non c’è più tempo. Se il problema sono i richiedenti asilo stiamo sbagliando tutto. Non possiamo proteggerci dalle persone che secondo i trattati dovremmo proteggere», ha detto la presidente tra gli applausi. Affermazioni che non hanno trovato il consenso della consigliera Deborah Pantana che, non appena è stato toccato il tema immigrazione, si è alzata e si è allontanata dalla sala. Ma sul tema Boldrini torna in continuazione: dalla difesa di Schengen – «l’unico spazio di libertà, se non lo salvaguardiamo non ci sarà più Europa» – al rischio di confondere il patriottismo di Mazzini con il nazionalismo e la xenofobia.

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Un selfie con gli studenti maceratesi

boldrini cmE lo fa anche ai microfoni di Cm, trasportando la questione europea nella città di Macerata, agitata per mesi dal dibattito sull’immigrazione: «L’integrazione è un passaggio necessario e indispensabile per vivere tutti bene, quindi bisogna dedicargli tempo e energie – dice Boldrini – Per fare questo è importante che chi arriva venga messo in contatto con le comunità locali in un incontro di presentazione. Quando le persone ascoltano direttamente chi ha vissuto quella tragedia, lo sconvolgimento della vita per aver perso familiari e amici, si abbassano le difese e scatta l’empatia, quella che porta le persone ad aprirsi. Ho visto quante persone poi vogliono fare qualcosa per i nuovi arrivati. Bisogna organizzare corsi di lingua e corsi di conoscenza della nostra cultura perché non dobbiamo dare per scontato che conoscano tutto. Costa tempo, non è facile ma è indispensabile».  Un processo di formazione che, secondo Boldrini, non riguarda solo gli immigrati. A essere coscienti dell’identità europea devono essere prima di tutto i giovani. Per questo, a un anno dal 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, la presidente lancia la proposta a docenti e rettori presenti «di organizzare un corso straordinario di Educazione civica europea».

Laura Boldrini appunta la spinetta degli "Stati uniti d'Europa" sulla giacca del rettore di Unimc

Laura Boldrini appunta la spilletta degli “Stati Uniti d’Europa” sulla giacca del rettore di Unimc

Un invito che specchia le riflessioni del rettore Luigi Lacchè, che in apertura ha ricordato che «oggi l’Europa è libera, ma certamente meno unita di quanto i fondatori sperassero allora. Costruire l’Europa dei cittadini, partendo dai giovani significa probabilmente voler ridare valore e senso allo spirito originario chiedendo più Europa, più integrazione, più partecipazione per contrastare il rischio incombente di disgregazione». Con lui anche Roberto Mancini, docente di Filosofia a Unimc, che ha introdotto i temi della relazione di Boldrini. Dopo la relazione la presidente si è intrattenuta per alcuni minuti con gli studenti, che hanno voluto scattare selfie e foto ricordo dell’incontro. Boldrini, prima di lasciare l’auditorium, ha anche distribuito le spillette degli “Stati uniti d’Europa”, un piccolo simbolo della grande utopia portata avanti con determinazione dalla presidente.

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Al centro il sindaco di San Severino Cesare Martini

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Luigi Lacchè

Il rettore Luigi Lacchè

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L’incontro con Adolfo Guzzini

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Laura Boldrini e Giovanni Clementoni, presidente di Confindustria Marche

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Con il rettore di Unicam Flavio Corradini

 

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Laura Boldrini e Somaja

Laura Boldrini e Somaja

La presidente della Camera e il sindaco Carancini

La presidente della Camera e il sindaco Carancini

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