Solidarietà per l’Avis,
il ladro ripreso dalle telecamere

MACERATA - Dopo il furto avvenuto nella sede dell'associazione in via Calabresi tanti hanno scritto alla presidente Elisabetta Marcolini. Il video di sorveglianza mostra una persona all'interno dei locali

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Elisabetta Marcolini

Elisabetta Marcolini

di Federica Nardi

Furto nella sede Avis la notte di Natale, Macerata si indigna e inonda di messaggi di solidarietà la presidente Elisabetta Marcolini. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un ladro in azione all’interno della sede, in via Oreste Calabresi. «Stiamo ricevendo tantissimi messaggi di solidarietà per quello che è successo – racconta Marcolini – Per fortuna la cosa più preziosa, il sangue, non possono rubarlo». Tra questi anche quello del generale Carlo Tirabassi, che scrive: «Rammaricato per la viltà del miserabile gesto che ha danneggiato la nostra benemerita associazione. Le sono vicino, un fraterno abbraccio». I ladri sono entrati in azione sabato (26 dicembre), intorno alle cinque del mattino. Dopo essere entrati da una finestra, hanno messo a soqquadro i locali della sede, rubando circa 80 euro di francobolli e 15 euro della raccolta natalizia di beneficenza (leggi l’articolo), per un danno a porte e finestre ancora da quantificare ma che ammonterebbe a centinaia di euro.

Sede Avis MacerataLe immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza, posta all’interno della sede, mostrano una persona che «con tutta calma – così la descrive Marcolini – e con l’aiuto di un telefono o di una pila, fruga ovunque. È stato dentro per più di mezz’ora». L’ipotesi è che ci fosse anche un’altra persona all’esterno della struttura. «Il ladro prima di rompere il vetro ha sollevato la persiana di legno che è molto pesante – dice Marcolini – non so se una persona può farcela da sola». Le immagini riprese dalla telecamera sono ora al vaglio della procura. Molti i maceratesi che, colpiti dall’accaduto, hanno voluto dimostrare vicinanza all’Avis inviando alla presidente parole di conforto e di indignazione. «Non ho parole per quello che è accaduto. Ma questi non hanno nemmeno un briciolo di cuore», scrive una donatrice. Speranza nel messaggio di un donatore, Paolo: «Possiamo continuare a fare del bene perché non ci possono rubare la nostra disponibilità e generosità».


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