Delpriori: “Matelica avrà
il pronto soccorso h24″

SANITÀ - Durante l'assemblea organizzata da Cittadinanzattiva e dal Tribunale dei diritti del malato il primo cittadino ha aperto alla possibilità di avere un servizio 118 sempre attivo. Il coordinatore Dante Reale: «Se non facciamo niente, noi dell'entroterra faremo la fine dei gatti che per morire spariscono»
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Da sinistra Alessandro Casoni, il vicesindaco Annagrazia Ruggeri, il sindaco Alessandro Delpriori, il coordinatore del tribunale dei diritti del malato Dante Reale

di Monia Orazi

Una casa della salute con riabilitazione intensiva, un servizio residenziale e un 118 attivo h 24. Il sindaco Alessandro Delpriori ha annunciato la possibilità di avere un’ambulanza del 118 con medico a bordo anche di notte a Matelica. Lo ha fatto durante l’assemblea sulla sanità indetta da Cittadinanzaattiva e dal tribunale dei diritti sul malato. Il primo cittadino ha specificato che per Matelica è prevista una casa della salute di tipo C con 20 posti di riabilitazione intensiva da mettere a bando, altri 20 di riabilitazione residenziale socio assistenziale già attivi e il 118 attivo in ospedale su tutte le 24 ore. Durante l’incontro Delpriori ha commentato anche l’emergenza punti nascita: «Uno dei due tra San Severino o Fabriano, deve essere mantenuto e potenziato. Noi non vogliamo schierarci a favore dell’uno o dell’altro. L’ho chiesto a Ceriscioli, i punti nascita sotto i cinquecento parti possono restare. Il decreto Lorenzin è chiarissimo in materia».Delpriori ha quindi annunciato di voler difendere i servizi minimi per i cittadini, seguendo la deroga alle aree vaste che prevrede l’interazione sia con Camerino che con Fabriano.

Critico sui tagli alle strutture il coordinatore del tribunale dei diritti del malato Dante Reale: «La brutalità e la disinvoltura praticata dai gestori della sanità marchigiana nell’attuare tagli nel nostro territorio, l’abbiamo contestata da subito, facendo notare che stavano mutilando con provvedimenti inaccettabili l’area più vecchia delle Marche, ma non abbiamo ricevuto mai risposta». Dante Reale ha poi illustrato l’attuale situazione dell’ospedale matelicese riguardo agli ambulatori: «Oculistica ha le prenotazioni sospese da agosto, urologia è chiusa da due mesi. Le liste d’attesa minime per una serie di esami vanno da sei mesi ad un anno: ecodoppler (attesa di 12 mesi), cardiologia (primi posti liberi a giugno 2016), ecocardio (attesa di 9 mesi). Radiologia è stata riaperta dopo nove mesi di lavori, mentre il reparto di dermatologia ha il medico ambulatoriale in scadenza di contratto». Quindi l’esortazione ad agire come nel caso di Chiaravalle, oggi casa della salute di livello C: «Se non facciamo niente, niente otteniamo – ha commentato il coordinatore – e noi dell’entroterra faremo la fine dei gatti, i quali per morire spariscono».

PC190022Il consigliere regionale Sandro Bisonni ha spiegato che la logica regionale è quella di avere una sola struttura per provincia, mentre in provincia di Macerata per il momento resteranno i tre ospedali di Camerino, Macerata e Civitanova. «Si attua una riforma basandosi solo sui numeri e gli indici economici, lasciando l’entroterra privo di qualsiasi servizio» ha detto Bisonni. Leonardo Mori, consigliere comunale di minoranza, ha chiesto una posizione forte sui punti nascita. Il vicesindaco Anna Grazia Ruggeri ha spiegato che si parla da anni della chiusura dei punti nascita ed ha chiesto che almeno un punto nascita dell’entroterra sia mantenuto, in considerazione del fatto che nel parto ci possono essere emergenze: «Non si può pensare soltanto al lato economico, non si può rimanere senza un ospedale montano, pensando che si debba andare in Umbria per un’emergenza».

Perplesso sulla definizione di “cure intermedie su cui grava sempre il pericolo delle emergenze” Tonietto Casoni, ex pneumologo dell’ospedale matelicese, che ha ricordato come in passato si pensava ad un unico ospedale a Castelraimondo. Il presidente del consiglio comunale Alessandro Casoni ha ricordato come da molto tempo per Matelica si parli di una specializzazione in geriatria, affermando che occorre tutelare l’emergenza urgenza ed i punti nascita dell’entroterra.



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