Indagine sull’urbanistica, Evangelisti:
“Sono assolutamente estraneo ai fatti”
MACERATA - L'architetto replica alle accuse attraverso il suo legale: "E' sereno e si difenderà nelle prossime udienze"
Indagine sull’urbanistica, l’architetto Paolo Evangelisti replica alle accuse: «Estraneo ai fatti e sono assolutamente sereno». E’ indagato per induzione indebita a dare o promettere utilità, insieme all’ex consigliere comunale Guido Garufi relativamente alla lottizzazione di Corneto. Dopo che la procura di Macerata ha chiuso le indagini e il gip ha fissato l’udienza preliminare al 10 febbraio del prossimo anno (leggi l’articolo), Evangelisti interviene per dare la sua versione dei fatti. Lo fa attraverso il suo legale, l’avvocato Fabiola Cesanelli. «Il mio cliente dice che è assolutamente estraneo ai fatti contestati e per questo è sereno – dice il legale –. Ed è con tale serenità e stato d’animo che affronterà le prossime udienze dimostrando in quella sede la propria piena innocenza». Entrando nelle contestazioni dice che il giorno in cui è stata votata la lottizzazione in Consiglio lui era assente «e questo è riscontrabile documentalmente» spiega Cesanelli. Per quanto riguarda il prospetto che sarebbe stato trovato a casa di uno dei proprietari dei lotti di Corneto e in cui era indicata la cifra di 522mila euro che sarebbe la somma, secondo la procura, che veniva richiesta da Evangelisti per appoggiare il passaggio della lottizzazione di Corneto in Consiglio, il legale spiega che: «Non ci risulta nulla sul fatto che quel prospetto riguardi tangenti pagate all’indagato. E comunque anche su questo punto ci difenderemo in maniera decisa». Nell’indagine entra anche il nome di Guido Garufi che secondo la procura avrebbe predisposto una lettera per chiedere ai proprietari dei lotti il pagamento per ottenere l’appoggio per far passare la lottizzazione. Per la procura Garufi e Evangelisti avrebbero percepito 35mila euro da uno dei proprietari. Mentre Evangelisti avrebbe ottenuto denaro da altri 3 proprietari. Uno di questi avrebbe versato, secondo la procura, circa 100mila euro.

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