Via Lauretana come Santiago
ma il Giubileo “non è solo turismo”
TOLENTINO - I percorsi religiosi delle Marche tra occasione economica e senso spirituale. Questi i temi affrontati durante il convegno all'Abbadia di Fiastra. Presente anche Mario Lusek della Cei. Il presidente dell'Anci Marche Mangialardi: "Non banalizziamo il senso dell'anno giubilare" - VIDEO
presidente dell'associazione Via Lauretana

Al centro: Maurizio Mangialardi
«La ripresa dell’antica pratica di pellegrinaggio è stato l’impulso per promuovere il cammino di Santiago e nelle Marche può accadere lo stesso sulla via Lauretana. Ma c’è la necessità di non banalizzare l’anno giubilare come un evento turistico: non possiamo permettercelo». A dirlo Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, che ha introdotto questa mattina il convegno “Alla scoperta delle autentiche Marche attraverso i luoghi della fede e della spiritualità, Giubileo, preziosa occasione di proposte”, organizzato da Anci Marche e presieduto da Marco Fioravanti all’Abbadia di Fiastra. «I pellegrini – ha aggiunto Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto -, nel percorrere la Via Lauretana come le altre strade, cercano se stessi e il nostro impegno deve essere quello di farli sentire ben accolti e non trattati come galline da spennare, oppure non torneranno ed avranno un’immagine distorta del territorio». La riflessione arriva dopo la notizia che la Regione stanzierà una somma rilevante per il recupero della via Lauretana, che proprio in questi giorni è protagonista della “Peregrinatio Mariae”, il viaggio della statua della Madonna di Loreto da Roma (dove è stata benedetta da Papa Francesco in persona), fino a Loreto (leggi l’articolo).

Don Mario Lusek
«Il nostro territorio è fatto di grandi luoghi di meditazione riconosciuti a livello internazionale – prosegue Mangialardi. – Insieme alla Regione alla Regione ecclesiastica Marche, intendiamo lavorare per valorizzare quello che abbiamo». Presente anche don Mario Lusek, responsabile dell’Ufficio turismo della Cei, che ha sottolineato l’importanza del «turismo religioso quale occasione di conoscenza di quanto la Chiesa ha costruito e sviluppato nei secoli sotto l’aspetto della cultura dell’accoglienza. Il lavoro di tutti deve favorire l’incontro con i luoghi culturali senza farli apparire come musei ma come luoghi vivi. Il turismo religioso – conclude Lusek -, non si concentra solo nelle città d’arte ma si insedia nel territorio attraverso ogni chiesetta, edicola, croce. Il viaggiatore del turismo per fede ha cultura medio-alta ed età medio-bassa e questo va considerato». Nelle Marche ci sono 160 centri servizi di accoglienza, 100 santuari, 25 cattedari, 73 musei ecclesiatici. A ribadire l’importanza delle Marche nell’ambito del turismo religioso è stata Antonella Galdi, vice segretario dell’Anci e coordinatrice delle iniziative giubilari: «Loreto è un riferimento nell’anno del Giubileo, ma non l’unico considerando i tanti luoghi della fede, le Vie, le testimonianze e l’impegno dei Comuni marchigiani per la conservazione di questo patrimonio».