Le pignorano la cucina,
l’appello di Paolo Bocedi: “Aiutatela”

MACERATA - Il presidente dell'associazione antiracket "Sos Italia Libera" ha contattato la prefettura e chiede al sindaco Romano Carancini di intervenire: "Non si può lasciare sola una donna in difficoltà, madre di due figli"
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Paolo Bocedi

Paolo Bocedi

di Leonardo Giorgi

«Lancio un appello al sindaco Carancini: in una città illustre come Macerata, una madre che lancia un disperato grido d’aiuto non può venire ignorata così». Così Paolo Bocedi, il presidente dell’associazione anti racket “Sos Italia Libera”, sulla vicenda della donna maceratese 46enne a cui è stata pignorata la cucina per via di debiti per le visite con lo psicologo cui si era rivolta nel corso di una difficile separazione dall’ex marito (leggi l’articolo).

Paolo Bocedi, imprenditore di Saronno tra i primi in Italia ad aver denunciato il racket delle estorsioni nei primi anni ’90, è stato contattato dalla stessa donna che si è ritrovata da un giorno all’altro senza possibilità di cucinare per i suoi due figli di 15 e 19 anni. «La signora mi ha chiamato in lacrime – racconta Bocedi – e si sentiva completamente abbandonata a se stessa da qualunque ente e dallo Stato. Mi ha spiegato la situazione e l’ho trovata incredibile. Mi sono subito attivato con i miei avvocati per capire cosa si poteva fare e ho preso a cuore la storia di questa donna, in difficoltà come tante altre donne che tuteliamo con la nostra associazione. Ho contattato immediatamente la prefettura di Macerata, mi hanno promesso che avrebbero fatto il possibile per aiutare la 46enne». «Trovo ingiusto – continua l’imprenditore – che in un paese democratico, una cittadina in seria difficoltà venga abbandonata così. Sono stanco di vedere donne subire violenze del genere, perchè di violenza vera e propria si tratta. Per questo lancio un appello al sindaco di Macerata Romano Carancini. So che è una bravissima persona, quindi gli chiedo di non nascondersi dietro un paravento ed agire in concreto al più presto. Se nessuno riesce a fare niente sono disposto io stesso a scendere in campo e portare una cucina alla signora». «La nostra associazione – conclude Bocedi – è da sempre in prima linea nella difesa contro le donne, anche in questioni mafiose. Qualche sera fa ho parlato della storia di questa bravissima donna maceratese anche con il mio amico Vittorio Sgarbi e anche lui ne è rimasto scandalizzato. Credo fermamente nello Stato e trovo inconcepibile che, sotto Natale, una madre venga lasciata sola al proprio destino senza un modo per cucinare il pranzo ai propri figli».



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