Nuovo questore,
cerimonia in caserma
MACERATA - Giancarlo Pallini, 56 anni, arriva da Roma dove ha trascorso la maggior parte della carriera iniziata nel 1985. Come prima iniziativa in città ha voluto deporre la corona in memoria dei caduti
di Gianluca Ginella
(Foto di Andrea Petinari)
Una corona d’alloro deposta al monumento che ricorda i caduti della polizia: il nuovo questore di Macerata, Giancarlo Pallini, ha voluto cominciare così il suo incarico nel capoluogo. Puntualissimo, alle 8,30 di questa mattina era alla caserma Paola di via dei Velini dove ha incontrato dirigenti e personale della questura e davanti al picchetto d’onore ha deposto la corona in memoria di chi è morto per fare il proprio dovere. Pallini, 56 anni, originario di Casal di Principe (Caserta), da oggi è il nuovo questore di Macerata, succede a Leucio Porto, 63 anni, che è andato in congedo (leggi l’articolo). Pallini ha trascorso la maggior parte della sua carriera a Roma. Sposato, due figli, laureato in Scienze politiche, un master in Sicurezza, coordinamento interforze e cooperazione internazionale, il nuovo questore è entrato in polizia nel 1985. Una carriera cominciata occupandosi di formazione dei nuovi agenti, con l’organizzazione di corsi alla scuola di Duino e al Reparto mobile di Padova.
Nella capitale ha cominciato a lavorare dal 1988. Ha ricoperto incarichi nel Reparto mobile, alla questura, all’ispettorato del Viminale, all’Istituto superiore di polizia. Incarichi che gli hanno consentito di variare dalla parte della sicurezza a quella investigativa. Inoltre ha fatto parte del gruppo di lavoro incaricato di redigere il progetto per la nascita del “Centro situazioni” del ministero dell’Interno: una struttura strategica di collegamento tra il territorio e gli uffici centrali. Nei primi anni Novanta ha svolto servizi nelle più importanti iniziative di piazza, è stato ad Agrigento, Firenze e Genova. E’ stato dirigente del commissariato “Casilino Nuovo” di Roma (dal 2006 al 2007), e per sette anni, fino al 2014, è stato direttore di divisione alla Direzione centrale della polizia di prevenzione, e ha fatto parte di organismi interforze come l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e la Commissione centrale consultiva per l’adozione delle misure di protezione e vigilanza.

























buon lavoro!
Auguri e buon lavoro, Signor questore.
Auguri Signor Questore……….
Le ricordo che c’è anche Civitanova Marche nella Provincia di Macerata, spero che venga spesso a dare una mano al Commissariato Locale, che in questi giorni di periodo Estivo è sotto organico.Anche perchè il territorio tra Civitanova e Porto Recanati è il più a rischio ……Spero che lei stia il meno possibile nel suo Ufficio ma a Bordo delle Volanti con i Suoi Uomini per dare un più sicurezza a tutta la Provincia di Macerata..
Auguri Sinceri…………
Per CM. Suggerisco di mettere negli articoli meno foto e più testo.
Il provvedimento del Questore di Rimini(il Questore, e non il Sindaco) di chiusura per 4 mesi della discoteca Cocoricò evidenzia in maniera palmare l’indifferenza del precedente Questore di Macerata, che, nel caso risalente ad un anno fa di quasi 20 adolescenti in coma etilico in una discoteca di Potenza Picena, si è rifiutato di chiudere quel locale almeno per qualche settimana.
Una scelta assurda, motivata con l’infondata tesi, che competente per la sospensione della licenza di quell’esercizio pubblico fosse il Sindaco di Potenza Picena.
La speranza è che il nuovo Questore (che, data la sua ancora giovane età, non si direbbe un funzionario venuto a riposarsi negli ultimi mesi prima del pensionamento), in una provincia schiacciata dalla droga come è quella di Macerata, tenga presente che l’unico modo per ottenere l’alleanza degli imprenditori del divertimento notturno contro la sempre maggiore diffusione tra i giovanissimi di alcol e sostanze da sballo, è la sospensione, e poi la revoca, delle licenze laddove venga accertata un’attività di spaccio organizzata dall’interno dei locali o anche solo tollerata.
Purtroppo per l’amico Bommarito la battaglia contro la droga (e l’abuso di farmaci, alccol, pasticche) è una battaglia persa in partenza (come lo è stato il proibizionismo negli USA nel secolo scorso).
Decine, centinaia di milioni (c’è chi parla di 3 miliardi di euro l’anno) spesi, ogni anno, per reprimere un fenomeno che non si reprime.
Centinaia e centinaia di poliziotti, carabinieri, finanzieri impiegati inutilmente nel contrastare un mercato in continua crescita.
Centinnaia di milioni di euro che potrebbero essere spesi diversamente….
Centinaia e centinaia di agenti che potrebbero essere impiegati a reprimere altri reati (furti, scippi, omicidi, aggressioni, ecc.)
Legalizzare la droga (sotto controlo dello Stato, così come è alccol e fumo) farebbe sparire buona parte degli spacciatori (perchè tanto i clienti restano) quindi ci sarebbe meno introiti per la criminalità e PIU’ INTROITI per lo Stato (ora il saldo è negativo).
Basterebbe poi, per la sicurezza dei cittadini, prevedere pene (CHIARE e SEMPLICI, senza troppe superc@zzole giuridiche): se vai in giro (in auto) e sei drogato/fatto/ubriaco arresto immediato (e pene alternative al carcere: spalare merda, pulire strade, ecc.) e perdita della patente A VITA!!!