L’ordine ha deciso: i frati carmelitani
lasciano la chiesa delle Vergini
Incognita su chi li sostituirà
MACERATA - A settembre dovranno andare via e abbandonare una parrocchia dove nel 2016 avrebbero festeggiato i 450 anni di presenza. Padre Teodoro ha pianto all'annuncio e ha ringraziato l'affetto mostrato dai fedeli. Il vescovo Marconi: "Studieremo una soluzione per dare continuità con il lavoro fatto. Non sarà facile per noi, c'è una carenza di preti in tutta la diocesi"
di Marina Verdenelli
E’ ufficiale, i frati carmelitani lasceranno la chiesa delle Vergini, a Macerata. La decisione è stata confermata ieri sera in una assemblea che l’ordine provinciale ha voluto organizzare con i parrocchiani, dopo la raccolta firme (leggi l’articolo), alla presenza anche del vescovo Nazzareno Marconi. In tanti hanno risposto prendendo posto sulle panche della chiesa dove era presente anche padre Teodoro Brovelli e il padre provinciale dell’ordine dei frati carmelitani Tiberio Grosso. Alla comunità delle Vergini, il quartiere conta 2mila residenti di cui 100 sono bambini che vanno al catechismo, è stato detto che i tre frati rimasti (oltre padre Teodoro ci sono padre Gabriel e padre Arcangelo) lasceranno la parrocchia a settembre.
«Sì, purtroppo sarà così – commenta monsignore Marconi – fino all’ultimo ho sperato in un epilogo diverso. Ora studieremo una soluzione per dare continuità con il lavoro magnifico che i frati hanno fatto per tutti questi anni in modo che i fedeli possano proseguire il loro cammino. Non sarà facile per noi, c’è una carenza di preti in tutta la diocesi, 11 lasceranno per malattia e limiti di età e a disposizione per ora ho un solo nuovo prete. Ma non mi spaventa questa cosa. Ce la faremo». La diocesi può contare sui missionari anche se possono rimanere nelle parrocchie solo qualche anno. Il vescovo Marconi era già intervenuto a favore dei religiosi ed era pronto a firmare anche la petizione (leggi l’articolo). L’addio dei frati ieri sera ha commosso padre Teodoro. Rimasto in silenzio per quasi tutta la riunione ha preso la parola solo per ringraziare i parrocchiani che hanno speso parole di grande affetto e stima nei suoi confronti. Padre Teodoro ha pianto. L’ordine provinciale ha spiegato che i frati sono rimasti in pochi e non riescono a gestire tutte le parrocchie. Colpa anche della mancanza di vocazioni e dell’abbassamento delle nascite. Non c’è stato un vero criterio nel scegliere quali parrocchie lasciare. Padre Teodoro infatti era arrivato due anni fa alle Vergini con una promessa che sarebbe rimasto almeno 9 anni. Ma non sarà così. La parrocchia avrebbe festeggiato, nel 2016, i 450 anni dei frati alle Vergini. Una festa che non ci sarà.


Io un idea l’avrei……… Ma non la posso dire
Da laico mi sembra incredibile che l’ordine non riesca a trovare un paio di frati che possano supportare il lavoro di quelli rimasti…
Almeno fino al 2016, per far festeggiare i 450 anni dei frati nel quartiere.
Se veramente, come scritto nell’articolo, il criterio è stato quello di non avere critierio allora la decisone è veramente oltre il limite della stupidit@
Cerasi Vescovo, SUBITO!!!
io mi domando, queste problematiche, vengono portate in visione al nostro Santo Padre, ho i vescovi e i loro superiori diretti, decidono sempre autonomamente.
Qualcun o ricorderà quando ero nel PCI e feci campagna elettorale per il divorzio e l’aborto. Dio mi perdoni.
Ormai stanno scorrendo i titolo di coda della mia vita e per grazia dello Spirito sono ritornato in Mater et Magistra.
Considero il massimo per un essere umano essere un sacerdote di Cristo, l’unico “iniziato” al mondo in grado di potere fare scendere la vita divina nell’Ostia consacrata e, mediante questa, poter entrare nei vari corpi dell’essere umano che la riceve, fino al livello fisico. Mi soffermo sempre sulle persone che ricevono la Comunione. Noto che in esse c’è qualcosa di più che prima non c’era. Stanno salvando la comunità cittadina da guai peggiori.
E un vescovo? Ha gli stessi poteri degli Apostoli, trasmessi per la Successione Apostolica.
Osservai bene Monsignor Marconi alla conferenza di Amato contro il Gender all’Excelsior. Il comune cittadino non sa quale potenza emani da quel vescovo. E’ qualcosa di straordinario, emettono vibrazioni elettromagnetiche percepibili pure se non si fa un vuoto mentale che ti tenga in tempo presente, ossia bloccando la mente. Qualcosa verso lo stato perenne del Buddha.
ci credo che c’è carenza…
Pardon, non sono più riuscito a controllare la macchina.
Monsignore Vescovo, non perdiamoci di coraggio. Se affronteremo le future battaglie contro il Gender e la dittatura morbida della cultura gay, con la mosca cocchiera del PD e dei cattocomunisti, con la sola azione della Mente avremo perso. Solo lo Spirito può guidarci attraverso la via del Cuore. Solo così possiamo battere i senza Dio e i loro accoliti cattocomunisti. Sappiamo che col Gender in Italia è iniziata la grande persecuzione della Chiesa cattolica, che durerà a lungo. Ma, noi abbiamo armi che costoro non hanno: l’Eucaristia, il Rosario, la Santa Unzione. Dio è con noi!
Se avessi scritto queste cose venti anni fa mi sarei dato del pazzo. Oggi io “so”. E so che che hanno già perso. Li aspetta qualcosa di fronte alla quale il fuoco dell’inferno è acqua fresca.
Coraggio, Monsignore, per le Vergini lo Spirito troverà una soluzione. Da parte nostra preghiamo perché ciò avvenga. L’intenzione è causa.
Colpa dell’abbassamento delle nascite? Si vuol dire che non nascono più frati? Ma mi facci il piacere!
Sara’ una grossa perdita x tutta la comunita delle Vergini. Io non sono molto praticante ma ho avuto l’occasione di conoscere padre Teodoro di recente (avendo fatto il padrino a mio nipote), e posso assicurare che non sara’ facile trovare un altra persona che lo possa sostituire a pieno.
Una persona veramente meravigliosa, semplice , disponibile, affabile , unica.
se portano via anche lu coccodrillu?
@ Massimo Vita
Un Vescovo può decidere di chiamare (o di mandare via dalla propria diocesi un Ordine religioso a cui un suo predecessore abbia affidato una parrocchia, per fare un esempio); ma non può decidere per l’Ordine, se è l’Ordine a scegliere di andarsene. Addirittura, quando una parrocchia viene affidata da un Vescovo a un Ordine religioso, chi ricoprirà il ruolo di parroco è decisione che compete all’Ordine e non al Vescovo. Il quale – ribadisco – può revocare l’incarico all’Ordine, ma non prendere decisioni per l’Ordine.