La maggioranza scarica Spalletti:
l’incompatibilità votata a porte chiuse

CORRIDONIA - Passa con nove voti a uno e tutta l'opposizione a lasciare l'aula il voto sul presidente del Consiglio Umberto Spalletti, da mesi allo scontro con il Comune sulla questione dei rimborsi erroneamente erogati dall'ente

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di Marco Pagliariccio

Si va verso la rottura tra la maggioranza e il presidente del Consiglio comunale Umberto Spalletti. Ieri sera, o per meglio dire ieri notte visto che era ampiamente passata la mezzanotte, è stata infatti approvata l’incompatibilità di Spalletti al ruolo, primo passo di un iter che dovrebbe portare, nelle prossime sedute, alla sfiducia dello stesso.

Il passaggio infatti non è automatico, perché Spalletti ha 10 giorni di tempo per presentare delle controdeduzioni a quanto approvato dall’assise, ma a parte le questioni tecniche è chiaro che il voto di ieri abbia una forte valenza politica, visto che la maggioranza avrebbe approvato il punto con nove favorevoli e un contrario.

“Avrebbe” perché di ufficiale non c’è ancora nulla, visto che la maggioranza sul punto ha optato prima per l’anticipo del punto (era al numero 13 dell’ordine del giorno, è stato anticipato all’8 quando già era mezzanotte) e poi per la secretazione della seduta, facendo andare su tutte le furie l’opposizione, che ha lasciato l’aula in dura polemica.

Le motivazioni della rottura con l’esponente dell’Udc vanno ricercate nel contenzioso aperto da mesi tra il presidente del Consiglio e il Comune sulla vicenda dei rimborsi erroneamente corrispostigli dall’ente. Vicenda che ha visto gli uffici comunali chiedere indietro a Spalletti circa 36mila euro che non gli sarebbero dovuti in quanto calcolati per errore sui numeri di un Comune di popolazione superiore ai 15mila abitanti, soglia che invece Corridonia, secondo i dati Istat, non raggiunge più ormai da diversi anni. Spalletti, però, ci ha voluto vedere chiaro e ha messo tutto nelle mani dei suoi legali, fino al ricorso al Tar. Negli scorsi consigli comunali diversi esponenti di maggioranza avevano mostrato insofferenza per la questione, con due fedelissimi della sindaca Giuliana Giampaoli come Francesco Calia e Matteo Ceschini che avevano preso pubblicamente posizione in favore di un recupero immediato delle somme per evitare lo scontro. Posizione che, numeri di ieri sera alla mano, era evidentemente quella di gran parte della maggioranza.

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