I frati carmelitani devono rimanere
nella chiesa delle Vergini
Il vescovo: “Sottoscrivo la petizione”

MACERATA - Monsignore Nazzareno Marconi sostiene la causa dei religiosi: "Purtroppo non sono io a decidere, c'è mancanza di vocazione, alcune strutture chiuderanno. Anche io ho 9 preti in meno". La causa non è nella mancanza di fede ma nella diminuzione dei giovani e dalla presenza nel territorio di figli di altre religioni

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Il vescovo Nazzareno Marconi

Il vescovo Nazzareno Marconi

di Marco Ribechi

Il vescovo Nazzareno Marconi sostiene la petizione per mantenere la presenza dei frati carmelitani nella chiesa delle Vergini (leggi l’articolo).  «Potrei essere il primo firmatario – ha detto il rappresentante della diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia – non voglio rinunciare alla presenza dei frati. Il fatto però non è di mia competenza, l’autorità ce l’hanno i responsabili dei carmelitani che stanno vivendo una vera e propria crisi con almeno 10 conventi da chiudere in tutta Italia».  La presenza dei frati è registrata nel santuario da circa 450 anni e per la loro importanza si era già mosso il precedente vescovo, Claudio Giuliodori, quando circa 2 anni fa già si vociferava di una imminente chiusura: «Giuliodori aveva già chiesto ai carmelitani di mantenere i frati alle Vergini – spiega monsignore Nazzareno Marconi – Si erano accordati per fare degli investimenti per i successivi 9 anni, quindi ne mancano almeno altri 6. Per questo non ho ancora avuto una posizione ufficiale dal superiore dei carmelitani al quale ho chiesto di riflettere, certo è che questa è una situazione nazionale, se non chiuderà quello di Macerata sicuramente ne dovrà chiudere un altro in una città differente».

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La chiesa delle Vergini a Macerata (foto di Paolo Mancini)

Quello della mancanza di vocazioni è un problema che riguarda tutta l’Europa e secondo il vescovo è legato all’invecchiamento della popolazione con conseguente diminuzione del numero di coloro che potrebbero  decidere di fare un passo così forte come quello di prendere i voti. «Nasce un quarto dei figli rispetto al passato. La fede è ancora molto forte ma statisticamente ci sono meno probabilità – continua il vescovo – basti guardare la famiglia tradizionale marchigiana: è passata da quattro figli negli anni ’50 a una media di uno. Ancora di più soffriamo nel centro Italia dove la popolazione è particolarmente anziana. Se prendiamo le scuole e togliamo dagli elenchi i figli degli islamici notiamo un verticale crollo delle nascite nelle famiglie cattoliche».

Il seminario di Macerata

Il seminario di Macerata

L’invecchiamento del clero è un fenomeno quasi strutturale il che comporta l’avere tante strutture che non possono restare aperte per mancanza di “personale”: «Nella mia diocesi ho 9 preti in meno rispetto allo scorso anno. Su 130 sacerdoti 30 sono in missione e 50 hanno più di 70 anni. Per fortuna abbiamo il seminario che garantisce un certo numero di nuove vocazioni, provenienti però da tutte le parti del mondo. Per questo è necessario coinvolgere maggiormente i laici anche nel mantenimento delle strutture, non possono fare tutto i preti».


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