Azzerati i fondi regionali
I tavoli sulla povertà si fermano

INTERRUZIONE - I 27 enti del privato, i cinque ambiti territoriali sociali e la provincia di Macerata invitano il neo eletto presidente Ceriscioli a calendarizzare tra le proprie priorità il rifinanziamento

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Il presidente della provincia Antonio Pettinari

Azzeramento di risorse per il sociale nel bilancio regionale, i componenti del tavolo permanente sulle povertà hanno stabilito di interrompere le azioni portate avanti all’interno dei progetti di contrasto dell’esclusione sociale e della povertà estrema, cofinanziati dalla Regione Marche e dai singoli Ambiti. La decisione è maturata lo scorso 30 giugno ed è stata presa dai membri del tavolo costituitosi nel 2009, di cui fanno parte 27 enti, associazioni e organismi del privato sociale, i cinque ambiti territoriali sociali e la Provincia di Macerata. Nello specifico sono due i progetti realizzati fino ad oggi, di cui ente capofila è l’ambito territoriale sociale XVI di San Ginesio, frutto della collaborazione tra gli enti pubblici e il privato sociale, che molto spesso ha anticipato risorse pubbliche. Con il progetto “Solidarietà è Progresso” si sono dati aiuti immediati tramite pacchi alimentari a famiglie e singoli in povertà estrema mentre con il progetto “Responsabilità condivisa e partecipazione” è stata realizzata una concreta azione di tutoraggio e accompagnamento nella ricerca del lavoro di persone a rischio di esclusione sociale. «Il tutoraggio al lavoro  – spiega una nota della Provincia – si è avvalso di 12 giovani opportunamente formati, anche grazie alla collaborazione dell’università di Macerata, che sono stati nodo di connessione di una rete interistituzionale tra servizi sociali, centri per l’impiego, patronato Acli e rete d’impresa agricola “Vivi la tua terra”. I componenti del tavolo invitano il neo eletto presidente della giunta regionale a calendarizzare tra le proprie priorità il rifinanziamento dei fondi regionali per il sociale e nello specifico per l’area del disagio adulto. Tra l’altro il progetto tutoraggio, reputato virtuoso dalla Regione stessa, richiede un immediato intervento economico per non disperdere le professionalità e le buone prassi acquisite. Anche con poche risorse sociali per la prevenzione si garantisce una riduzione della spesa sanitaria».


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