Scritte contro la Kyenge,
Tommaso Golini rinviato a giudizio
MACERATA - Il leader di Forza Nuova deve rispondere di una nuova imputazione: quella di diffamazione con la finalità dell'odio razziale che gli è stata contestata questa mattina all'udienza preliminare. L'ex ministro si è costituito parte civile
Caso Kyenge, Tommaso Golini rinviato a giudizio. L’ex ministro si è costituito parte civile. L’accusa contesta a Golini un nuovo reato: la diffamazione con la finalità dell’odio razziale. La vicenda è quella della scritta “Kyenge torna in Congo” che era apparsa davanti alla sede del Pd di Macerata la notte tra l’8 e il 9 maggio del 2013. La mano che aveva apposto il manifesto all’ingresso della sede del Pd, in via Spalato, a Macerata, per la procura era quella di Golini, responsabile di Forza Nuova e candidato sindaco per il movimento di ultradestra alla ultime elezioni comunali. In un primo momento la procura aveva contestato il reato di propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico e religioso. Ma questa mattina in udienza il procuratore Giovanni Giorgio ha contestato anche il reato di diffamazione pluriaggravata. Il gup Enrico Zampetti ha rinviato a giudizio Golini e il processo si aprirà al tribunale di Macerata il 24 novembre.
Il leader di Forza Nuova ha sempre negato di essere stato lui ad attaccare il manifesto alla sede del Pd. Nel corso dell’udienza di questa mattina Cecile Kyenge si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Gian Andrea Ronchi. Parte civile anche l’Arci, assistita dall’avvocato Fabio Baglioni.
(Gian. Gin.)














