Forza Nuova contro la Kyenge:
“Torna in Congo”
Il Pd: “Opera di quattro imbecilli”

MACERATA - Il Ministro per l'integrazione oggetto del raid dei militanti dell'ultradestra, che hanno imbrattato la sede dei democratici con un manifesto affisso in nottata per protestare contro la posizione del senatore Morgoni verso lo ius soli. La deputata Irene Manzi: "Gesto molto grave". Il consigliere regionale Sciapichetti: "Frutto della cultura dell'odio che portano avanti da troppo tempo". Il segretario cittadino Micozzi invita il ministro al Macerata Opera Festival
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La scritta di Forza Nuova contro il Ministro Kyenge

 

Il senatore Mario Morgoni

Il senatore Mario Morgoni

di Filippo Ciccarelli

Nuove scritte firmate Forza Nuova sono comparse nella notte sul muro della sede del Pd a Macerata. A differenza dell’ultima volta (leggi l’articolo), in cui i militanti del movimento dell’ultradestra negarono ogni responsabilità sugli slogan che accusavano il partito di essere “servo delle banche” (e anche quella riguardante altre scritte anti Islam apparse davanti all’Ex Gil in viale Don Bosco), c’è la rivendicazione del manifesto affisso. Nel mirino il Ministro Cecile Kyenge, che ha la delega all’integrazione ed è il primo ministro di colore nella storia d’Italia. La Kyenge, nata in Congo nel 1964, è arrivata in Italia nel 1983 e qui ha studiato medicina, diventando dottore e specializzandosi in oculistica.

Forza Nuova dichiara che il gesto è stato compiuto “per protestare contro le dichiarazioni del senatore Morgoni di concedere la cittadinanza onoraria a Cecile Kyenge (leggi l’articolo). Le recenti dichiarazioni del ministro della (dis)integrazione – si legge in una nota –  che si è vantata di essere arrivata clandestinamente in Italia elogiando la poligamia, pratica avulsa alla nostra Tradizione e altamente lesiva della dignità della donna, ci portano a ribadire la più totale contrarietà di Forza Nuova allo Ius Soli. Non si può svendere la cittadinanza italiana a elementi alieni alla nostra cultura, così come non si può obbligare i cittadini ad applaudire un modello di società multirazziale come quello della banlieu parigina. Al contrario riteniamo sia opportuna una revisione in senso restrittivo della Bossi-Fini, procedendo all’espulsione immediata degli extracomunitari che hanno commesso reati in Italia, affinché episodi come l’omicidio di Livorno ad opera di un senegalese con tre decreti di espulsione non si ripetano più. Nelle prossime settimane saremo in piazza a Macerata, per spingere l’acceleratore sulla petizione nazionale lanciata dal movimento per la tutela dello Ius Sanguinis e il blocco immediato dell’immigrazione”.

Irene Manzi

Irene Manzi

La notizia del gesto di Forza Nuova pubblicata dall’ansa ha fatto il giro dei media nazionali ed è stato pubblicata anche nella prima pagina di Repubblica.it (leggi l’articolo). Il gesto  è stato immediatamente stigmatizzato dagli esponenti maceratesi del Partito Democratico: Maurizio Saiu dichiara che è stata “opera di quattro imbecilli, altro non può essere perché la nostra città non ha nel suo Dna il razzismo, anzi è votata all’accoglienza verso lo straniero. Respingiamo con fermezza ogni forma di  razzismo  e   rimaniamo   sempre   più   convinti   che   chi   nasce   in   Italia   è   Italiano” conclude Saiu. Anche il consigliere regionale del Pd, Angelo Sciapichetti, si schiera a fianco del Ministro Kyenge: “Da questa città, la  città  di  Maria,  può  partire  la  costruzione  di  ponti  di   solidarietà   e   di   percorsi   di   integrazione, lo   scorso   anno   mi   feci   promotore   di   una   legge   regionale   per   la   concessione   della   cittadinanza   ai   figli   di   immigrati   ed   oggi,   più   di   ieri,   dobbiamo  continuare  su  quella  strada. E’ un fatto grave, frutto della cultura dell’odio che Forza Nuova porta avanti, con ostinata determinazione, ormai da troppo tempo. Esprimo la mia solidarietà al ministro Kyenge, pesantemente attaccata ed insultata solo per il fatto di essere la prima donna ministro di colore nel nostro Paese, e per le battaglie come quelle del riconoscimento dello Ius soli nelle quali il Pd ha sempre creduto. Oggi siamo tutti Kyenge e vorremmo che venisse presto a Macerata per conoscere il vero volto di una città civile ed accogliente”. Paolo Micozzi, segretario cittadino del Pd, invita il Ministro al Macerata Opera Festival: “Episodi  come  questi  vanno  condannati  sempre,  queste  manifestazioni   di   odio   verso   lo   straniero   devono   essere   combattute   quotidianamente,   saremmo   lieti   se   il   Ministro  Kyenge  fosse  nostra  ospite  in  una  rappresentazione  del  Macerata  Opera  Festival”.

Anche l’Onorevole Irene Manzi condanna l’accaduto: “Esprimo la mia più ferma condanna verso il gesto vile e offensivo di Forza Nuova contro la Ministra  Kyenge: a lei la mia più sincera solidarietà. Voglio rimarcare il valore dell’iniziativa del Senatore Mario Morgoni di voler concedere la cittadinanza onoraria al Ministro dell’integrazione. Questo gesto molto grave si aggiunge a quelli già manifestati da Forza Nuova altrettanto inaccettabili contro i sindacati il primo maggio” (leggi l’articolo). “Ricordo infine – conclude la deputata Pd – l’impegno già profuso da parte del Comune di Macerata per concedere la cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio comunale da immigrati stranieri “.

Il Presidente della Regione, Gian Mario Spacca, manifesta la propria vicinanza al Ministro su Facebook: “Esprimo la mia solidarietà al ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge, per il gesto compiuto contro di lei a Macerata. Il suo ruolo istituzionale, a garanzia nella necessità d’integrare le persone straniere che vivono e operano con dignità e rispetto delle leggi nel nostro Paese, e quello personale, di donna, medico e cittadina, sono emblema della “pari dignità sociale” cui tutta la nostra società dovrebbe aspirare”.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 14.50 –  Riceviamo e pubblichiamo da Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa delle Marche: “Esprimo piena solidarietà al Ministro Kyenge per i tristi fatti accaduti a Macerata contro la sua persona: fatti non degni di una comunità solidale ed intelligente quali quelle di Macerata e dell’ intera Regione hanno sempre dimostrato di essere. Purtroppo emerge ancora una volta l’ urgenza di priorità di intervento nella diffusione della cultura del rispetto dei diritti civili della persona, rispetto di cui la nostra Costituzione è pregna, ma a cui troppo spesso, ancora oggi, in un Paese noi tutti vorremmo civile, viene derogato.”

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15 –  Riceviamo dal Responsabile comunicazione dei Giovani democratici della provincia di Macerata, Lorenzo Montesi: “Proprio in questa giornata, in cui si ricordano due vittime delle mafie e della lotta politica i Giovani Democratici della provincia di Macerata si trovano a dover condannare con forza l’ignobile atto vandalico compiuto questa notte nel capoluogo da Forza Nuova. Lo striscione razzista affisso davanti la sede del PD maceratese, contro la proposta di concedere la cittadinanza onoraria al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge rappresenta uno dei rigurgiti fascisti più vergognosi ed umilianti di sempre. La violenza razzista contenuta nella frase “ Kyenge torna in Congo” evidente sintomo di quella subcultura reazionaria di stampo chiaramente fascista che il movimento di destra rappresenta, nelle bravate vandaliche fatte di notte così come nelle parole del suo leader Roberto Fiore di giorno, la faccia peggiore di quel conservatorismo nazionalista che con ignoranza si ostina a negare la natura multietnica di tutte le moderne democrazie occidentali.

Allarma ancora di più se la provocazione arriva in una città dalla storica tradizione partigiana, antifascista e civica. Lo sdegno che accompagna noi Gd come tanti altri ed il sentimento di intima solidarietà che ci lega alla neo ministro Kyenge, dovrebbero suggerire un’attenta riflessione in tutta la comunità antifascista e antirazzista locale, sui rischi di non condannare con fermezza certi atti ed atteggiamenti, tristemente noti alla cronaca nazionale.  Ne abbiamo riprova persino in parlamento, dove due dei tre principali partiti politici diciamo non spiccano molto come ideali oppositori a fenomeni quali fascismo e razzismo, l’ex premier non criticando mai l’esperienza mussoliniana e l’altro dicendo che non lo riguarda, o che comunque all’inizio non era male! Come ci insegna il caro Nanni, Le parole sono importanti!”

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15.15 – Riceviamo da Esildo Candria, coordinatore provinciale di SEL: “Un gesto compiuto da quattro poveri ignoranti. Riteniamo che non via si altro modo per commentare l’ennesimo atto razzista realizzato dai militanti dell’ultradestra che ormai da tempo fanno di tutto per rendere evidente la loro pochezza culturale.

La ministra Cecile Kyenge, alla quale vogliamo manifestare tutta la nostra solidarietà, rappresenta l’esempio più limpido della capacità di integrazione di tutti quegli stranieri presenti in Italia che lavorando nelle fabbriche, nei cantieri, coadiuvando le nostre famiglie nell’assistenza agli anziani, frequentando le scuole e le università, a pieno titolo meritano il riconoscimento dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Ogni giorno viviamo la bellezza della nostra società multirazziale, ed anche per questo continueremo a batterci affinché il parlamento approvi una legge che finalmente sancisca il diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia.

Quei pochi ottusi che continuano a manifestare il loro razzismo nei confronti di chi contribuisce ad arricchire culturalmente ed economicamente la nostra società, dimostrano di voler continuare a vivere rinchiusi dentro un’idea settaria che la storia, la democrazia e l’intelligenza hanno da tempo condannato”.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15.30 – Dichiarazione dell’On. Lara Ricciatti (SEL): “Deplorevole e vile lo striscione  esposto da Forza Nuova contro il ministro Kyenge. I militanti di FN sostengono che non si può svendere la cittadinanza italiana ad elementi alieni alla nostra cultura.Così dicendo dimostrano, però, di essere loro i veri alieni rispetto alla nostra cultura! Cultura fatta storicamente di immigrazione, emigrazione ed inclusione. Basterebbe leggere anche un solo libro di storia per rendersene conto.

Quanto allo ius soli, è evidente che ci sarà un ampio dibattito su una norma di portata culturale così rilevante. Ma non si può, di certo, aprire una discussione con chi alla ragione antepone gli insulti razzisti. Auguriamo al ministro Kyenge di lavorare con serenità e determinazione per il bene del nostro Paese”.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15.40 – Dalla Cgil Marche, riceviamo:

“Piena solidarietà al ministro Kyenge per gli attacchi razzisti e xenofobi a Macerata.”. E’  quando dichiara Selly Kane, segretaria regionale Cgil Marche, in seguito agli episodi segnalati questa mattina a Macerata da parte di un gruppo di estrema destra. “Un gruppo – continua Kane – che non comprende, purtroppo, l’importanza di costruire una società basata sull’uguaglianza e sull’universalità dei diritti di cittadinanza, così come l’ha pensata la Costituzione italiana. Riconoscere a figli di cittadini migranti, nati e cresciuti in Italia, il diritto di cittadinanza è ormai un’esigenza in una società come quella attuale dove l’immigrazione è un fenomeno strutturale per cui le pari dignità devono essere riconosciute a tutti così da evitare tensioni e conflitti di cui non abbiamo bisogno”.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 18.20 – Dall’Anpi Macerata riceviamo:

“In merito alla vergognosa vicenda dello striscione razzista contro il  ministro Kyenge, l’ANPI sottolinea che il neofascismo cerca spazi e complicità  per ribadire il suo antiegualitarismo e il suo disprezzo per i diritti; su questo  terreno è compito delle Istituzioni, delle forze politiche, delle Associazioni e di  tutti i cittadini contrastare queste idee sbagliate e pericolose, soprattutto in un  Paese come il nostro che, per liberarsi da un regime che su queste idee aveva  costruito il proprio potere, ha dovuto pagare un prezzo altissimo di lutti e  dolore. Nell’esprimere solidarietà al Ministro, e con lei a tutte le vittime del  razzismo, l’ANPI ribadisce che occorre grande fermezza verso coloro che  istigano, in qualsiasi forma, all’odio razziale. Non è questione di libertà d’opinione: il razzismo non è un’opinione, è un  crimine.  L’istigazione all’odio razziale è reato (art. 3, l. n. 654/1975) e come tale  va perseguito. In un mondo globalizzato il razzismo e chi ne fa propaganda sono  destinati ad essere sconfitti dalla Storia, su questo non abbiamo dubbi.  Il problema è: quanti danni riusciranno a fare prima che si impedisca loro  di continuare ad istigare all’odio?”.

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AGGIORNAMENTO DELLE 19.15 – Dal M5S Macerata riceviamo:

“Quando un giornale nazionale come Repubblica dedica un ampio spazio a Macerata per parlare di 4 ragazzi frustrati che scrivono queste cose davanti ad una sede di partito, non si può tacere. Non si può tacere perché secondo queste provocazioni, frutto di mancanza di cultura e senso civico, la differenza tra una persona e l’altra sta nel colore della pelle, salvo magari esultare a crepapelle per un goal di Balotelli. Una frase straordinaria di Miguel Unamuno risponde in pieno a questi gesti patetici: “il fascismo si elimina con la lettura, il razzismo si elimina viaggiando”. Il concetto “NOI” è per taluni riferito ai propri familiari, ai propri amici, ai propri concittadini, ad una ristretta cerchia di persone che si conoscono. Basterebbe viaggiare un po’ per capire che siamo tutti uguali, bianchi, neri, gialli, verdi e che le differenze possono solo arricchirci. La nostra città non è minimamente rappresentata da questi  soggetti: semplicemente ragazzi senza cuore e cervello.  Invitiamo quindi i ragazzi di FN a prendersi una (lunga) vacanza, per viaggiare e leggere, nella speranza che essi imparino il significato di accoglienza ed il rispetto per il prossimo”.



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