Hacker nella mail di un imprenditore,
raffica di richieste di denaro
MATELICA - Vittima è Michele Cesari dalla cui casella di posta sono state inviate numerose missive in cui si diceva che era stato derubato in una vacanza a Cipro e aveva bisogno di soldi. Prima di lui colpiti il giornalista Alberto Pistilli e il parroco Giuseppe Scuppa
Un virus nella mail, arrivato da un imprenditore matelicese che dice di essere stato derubato a Cipro e chiede un prestito. L’imprenditore è Michele Cesari, consulente nel settore delle energie rinnovabili ed esponente del Nuovo centro destra, che è stato vittima sì, ma non di un furto ma di un hacker che entrando sulla sua mail ha inviato una serie di missive elettroniche in cui si chiedeva un aiuto economico. Tante le telefonate ricevute questa mattina dall’imprenditore di persone preoccupate che gli chiedevano quale fosse stato il problema. Ecco il testo della mail: «Spero ciò ti arrivi in tempo utile, ho fatto un viaggio in Cipro e durante il mio soggiorno i miei documenti sono stati rubati insieme al mio passaporto internazionale – si legge – e la mia carta di credito che si trovava nella mia borsa. la mia banca ha bisogno di tempo per elaborare tutti i dati che mi servono per ripristinare il tutto, per favore fatemi sapere se mi potete prendere in prestito dei soldi, spero di ricevere a breve la tua risposta».
Sono decine e decine i contatti cui è arrivata la mail, qualcuno ha pensato che fosse vero, mentre in realtà si tratta di un virus. Si tratta di una truffa ben collaudata, un hacker entra nella posta elettronica di una persona, inserisce il messaggio con la richiesta di soldi e lo invia a tutti i contatti dell’indirizzo mail. Se qualcuno ci casca e risponde, il pirata informatico invia le coordinate dove versare le somme, e, se gli va bene, incassa. Soltanto pochi giorni fa la stessa disavventura era capitata ad Alberto Pistilli, giornalista di motori camerinese, il cui telefono era stato tempestato di chiamate, da parte degli amici e conoscenti contattati, dalla cui mail era partita analoga richiesta durante un ipotetico viaggio in Turchia. Altra vittima è stata monsignor Giuseppe Scuppa parroco di Belforte.

