L’ultima frontiera della scienza è Unicam:
l’orecchio migliore dell’universo
per ascoltare lo spazio-tempo
CAMERINO - Il polo di Fisica dell'ateneo camerte ha elaborato, insieme ad un gruppo di ricercatori internazionali, un macchinario capace di dare risposte per unire la Teoria della relatività di Einstein e la fisica quantistica. Il tutto low cost. I risultati pubblicati nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista Nature communications
L’università di Camerino ascolta lo spazio e il tempo. Grazie ad un esperimento innovativo la sezione di fisica di Unicam che fa parte del gruppo di ricerche internazionale Humor (che dà nome anche al macchinario che è stato ideato), ha ottenuto un ulteriore certificato di eccellenza. I primi importati risultati, che sono stati pubblicati nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica Nature communications, pongono un nuovo limite all’esplorazione dello spazio-tempo a livelli microscopici e possono già essere utilizzati per verificare le previsioni delle teorie che mirano a unificare le due più importanti teorie fisiche: la relatività di Einstein e la meccanica quantistica.
La principale questione aperta della Fisica, e frontiera del nuovo millennio, è conciliare le due teorie fisiche di maggior successo, la relatività generale di Einstein e la fisica quantistica, che funzionano perfettamente, ma entro ambiti completamente diversi. La relatività generale spiega la gravitazione e l’universo a grande scala, astronomica e cosmologica, e allo stesso tempo ci ha permesso di realizzare Gps precisissimi; la fisica quantistica spiega l’universo alla scala microscopica, su distanze atomiche (al di sotto di un miliardesimo di metro) o ancora più piccole, e la sua comprensione è alla base di tutti i dispositivi elettronici che usiamo quotidianamente. Però nessuno sa come fare quando si devono applicare le due teorie contemporaneamente, ad esempio quando si deve spiegare cosa succede attorno ad un buco nero. Una ipotesi plausibile, che Humor e altri esperimenti si propongono di verificare, è che lo spazio-tempo cambi natura, diventi “granuloso”, su lunghezze estremamente piccole. «L’importanza fondamentale dell’esperimento Humor – sottolinea David Vitali, che guida il gruppo di ricerca dell’ateneo ducale – consiste nell’essere il primo ad aver ideato e realizzato un modo completamente nuovo di sondare lo spazio-tempo a queste dimensioni estreme: usando esperimenti da tavolo, a bassissime energie, però in grado di effettuare misure di spostamenti e tempi con una precisione elevatissima. Siamo dunque davvero molto soddisfatti per questo importante risultato. L’esperimento misura frequenze sonore e ultrasuoni ad alta sensibilità, che riusciamo a captare grazie alle membrane che abbiamo sviluppato nei nostri laboratori, sensibilissime “microspie” di forma quadrata il cui lato misura 1 millimetro. Membrane che rappresentano gli elementi essenziali per la definizione di interfacce per le telecomunicazioni del futuro».
Humor è dunque il primo esperimento realizzato appositamente per studiare possibili effetti di gravità quantistica, ed è entrato in una regione in cui i risultati cominciano ad essere significativi.
Humor è frutto di una collaborazione tra Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), European laboratory for non-linear spectroscopy (Lens), Università di Camerino, Università di Firenze, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler. Per Unicam in particolare è coinvolto il gruppo di ricerca guidato da Vitali con i collaboratori Giovanni Di Giuseppe e Riccardo Natali, e alcuni giovani ricercatori: Federica Bonfigli, che attualmente sta svolgendo uno stage al Cern di Ginevra, Mateusz Bawaj e Ciro Biancofiore.



Siete sicuri che si parla di frequenze ‘sonore’? E’ strano, molto strano.
Ma Humor è una nuova marca di autoradio? Anche se la spiegazione è chiarissima anche per noi profani, c’è comunque qualcosa che mi sfugge, un qualcosa di inafferrabile ed indicibile. Quant’è brutta l’ignoranza.
Nonno mi diceva sempre. ” Se voli mparà checcosa, vanne a fatigà, no a scola. “
Il giornalista doveva farsi correggere l’articolo da chi è stato intervistato.
https://www.youtube.com/watch?v=UBI49UTmxII