Dall’Albania (e dalla Puglia)
con amore
La favola di Elisa e Giuseppe
MACERATA - Nozze oggi in Comune. La storia a lieto fine di due giovani provenienti da diverse culture e nazionalità. Integrazione solidarietà concreta
di Maurizio Verdenelli
(foto di Andrea Petinari)
Una semplice, grande storia d’amore di quelle che fanno bene al cuore ed aprono squarci di speranza anche (!) sui temi della solidarietà, dell’integrazione, dei giovani e del lavoro, quella di Giuseppe Scarlato da Torremaggiore (Foggia) ed Elisa, al secolo Karmeshtna Hajrije da Skoder (Albania), trentenni, che questa mattina si sono sposati nella sala giunta del comune di Macerata.
Elisa è da sedici anni in Italia, a Macerata, con la madre Irma, la sorella Daniela ed altri familiari: in Italia sono nati i figli NiK, 11 anni; Leonardo; 9 ed Elidon (6) e quasi un anno fa, Francesco. Elisa da tempo lavora all’Erap (Case popolari): opere di pulizia. “E’ una persona unica, per impegno e qualità umane: si merita questa bella storia d’amore a lietissimo fine” dice di lei, commossa, la collega Maria Teresa Ricciuti.
Pure Giuseppe ha lasciato insieme con padre, madre e fratello, la propria città d’origine (nel vicino Castel Fiorentino morì lo jesino imperatore Federico II°) tra San Severo e Lucera, sette anni fa per il capoluogo di provincia marchigiano. E’ un bravissimo idraulico: superato brillantemente l’apprendistato, lavora alle dipendenze della ditta di Maurizio Sperandio, con sede nel centro storico, in via Crescimbeni. Nella vicina via Lauri, frequentando il bar ‘La Tazza d’oro’ di Carmela Santone, Giuseppe ed Elisa si sono conosciuti, qualche anno fa: è nato l’amore e poco dopo un bellissimo bimbo, Francesco.
Oggi hanno voluto così rendere ufficiale e solido un legame nato e consolidatosi nonostante alcune iniziali difficoltà esterne (superate con la concreta solidarietà ed intervento delle istituzioni cittadine) ma non certo interne alla coppia. E, circondati da una piccola folla di amici divisi equamente tra cittadini albanesi ed italiani, il suggello dell’unione da parte dell’ufficiale di Stato Civile, dott.ssa Marida Cicarè, cui il sindaco Romano Carancini ha delegato il compito -anche di celebrare un successivo matrimonio- considerato il momento di stallo per la giunta prossima ventura tutta da nominare.
Una bella cerimonia, di grande compostezza tanto che la dirigente comunale ha dovuto sollecitare gli sposi un po’ imbarazzati, circondati dai bambini, ad un bacio finale bis.
Per Elisa la testimone è stata Maria Teresa Ricciuti, per Giuseppe il fratello Nicola. La coppia continuerà a vivere in un alloggio delle Case popolari, restaurato nel quartiere della Cocolla, a fianco dell’Asilo Ricci e ad un passo dallo Sferisterio. Probabilmente l’Istituto, considerato l’entità numerica della nuova famiglia, provvederà ad una casa più grande, in periferia. “Certo: sarebbe meglio per i bambini, ma è così bello vivere nel centro storico maceratese… qui tutti ci vogliono bene. L’estate inoltre è sempre piena di vita con gli artisti famosi di Musicultura e della Stagione lirica che ci passano continuamente davanti: sembra di stare in una grande città” dice Giuseppe.
























Basta con l’integrazione, si faccia e basta. Non se ne può più. Anche perché se poi i due divorziano bisognerà brindare ai nazionalismi, no?