Elogio del cavolo,
cibo quotidiano antinfiammatorio

Nutrigenomica e nutrigenetica i temi trattati dalla docente Unicam Rosita Gabbianelli all'ultima conviviale del Soroptimist dedicata all’alimentazione

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La presidente del Soroptimist Christine Berthold e la professoressa Rosita Gabbianelli

La presidente del Soroptimist Christine Berthold e la professoressa Rosita Gabbianelli

di Donatella Donati 

L’elogio del cavolo come alimento di superba importanza perché vegetale antinfiammatorio per eccellenza è stato fatto da Rosita Gabbianelli, professore associato in Biochimica presso la Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute dell’università di Camerino e insegnante anche all’università cinese di Changchun, la quale ad una riunione del Soroptimist dedicata all’alimentazione ha parlato di nutrigenomica e nutrigenetica. I nuovi insegnamenti riguardano una branca importante della salute umana quella del rapporto tra genoma e dna in relazione agli effetti dell’alimentazione soprattutto nella predisposizione a malattie dell’età anziana. Lo diciamo nel modo più semplice possibile. Il nostro genoma e il nostro dna non sono statici e non modificabili perché su di essi come hanno confermato le ricerche molecolari, il tipo di alimentazione ha una grande influenza anche per quanto riguarda le generazioni successive.
L’ argomento è di grande interesse perché spiega bene quali sono le ragioni per le quali si può chiamare sana una alimentazione che non produca in futuro degli effetti detestabili. Non ci sono solo ragioni che riguardano nel suo complesso l’alimentazione per i guasti che essa può produrre nell’insorgere di malattie importanti quali il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e addirittura le neoplasie, ma anche perché modificando genoma e dna come la biochimica può constatare ne impediscono la guarigione.

cavolfiore-fotoRosita Gabbianelli ha presentato una serie di slide in cui è evidenziato il processo di deterioramento fisico e della modificazione del dna a seguito anche di una alimentazione sbagliata e riporta il problema dal senso più comune del rispetto del corpo e dei suoi bisogni a quello dell’evoluzione e del cambiamento delle sue caratteristiche ritenute più stabili. L’Università di Camerino è una delle poche che organizza convegni su questo tema a carattere internazionale e che è collegata con ricercatori dello stesso indirizzo. I convegni si svolgono quasi annualmente e vi partecipano personalità europee ed extra europee dimostrando tra l’altro la capacità di questa piccola università di inserirsi in un ambito di ricerca mondiale. E il cavolo che c’entra? La Gabbianelli non ha dato delle diete ma ha indicato alcuni prodotti vegetali che hanno un grande potere antinfiammatorio e il cavolo è in prima posizione tanto che ha consigliato di mangiarlo quotidianamente quando è la stagione della sua raccolta. All’Expo di Milano le ricercatrici di Camerino, Cinzia Cecchini e Cristina Verdenelli, hanno un loro spazio con una duplice occasione, quella di parlare delle loro ricerche ma di mostrare anche i prodotti eccellenti della nostra provincia che non cito perché potrei dimenticarne qualcuno e fare così una pessima pubblicità. Tra le soroptimiste ci sono medici, psicologhe e operatrici sociali attraverso le quali i messaggi di questa nostra Gabbianelli possono far breccia ed essere approfonditi.


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