Tentata rapina al portavalori,
tutti condannati gli imputati
MACERATA - Sentenze per oltre 16 anni, nel complesso, per reati di ricettazione e detenzione di una pistola, mentre sono stati assolti dall'accusa di aver tentato un colpo al furgone della Fitist
Erano pronti per mettere a segno una rapina ad un portavalori della Fitist, ma vennero scoperti e il piano fallì. Questa l’accusa per tre persone che questa mattina sono state condannate al tribunale di Macerata (un quarto presunto complice aveva patteggiato) per reati che vanno dalla detenzione alla ricettazione di una pistola mentre sono stati assolti dall’accusa di tentata rapina.
Sei anni e 8 mesi per Francesco Morelli, 47, cosentino e per il calabrese Natale Ursino, 47, per le accuse di detenzione e ricettazione di un’arma. Erano finiti sotto accusa al tribunale di Macerata perché ritenuti coinvolti, insieme ad altre due persone in un presunto tentativo di rapina (Morelli e Ursino vennero sorpresi insieme ad un romeno in un’auto posteggiata non lontano dal percorso dei portavalori della Fitist, nella vettura fu trovata la pistola occultata nel portabagagli). Il fatto risale al febbraio del 2009. Obiettivo sarebbe stato un portavalori della Fitist. Morelli e Ursino sono stati assolti dal tentativo di rapina. Lo stesso per Ciro Licastro, 48, campano, all’epoca dipendente della Fitist e ritenuto il basista della banda e condannato per la detenzione della pistola. Queste le sentenze decise al tribunale di Macerata dove questa mattina si è chiuso il processo per una vicenda che aveva destato parecchio scalpore a Macerata. Tre uomini, Ursino, Morelli e il romeno Daniel Petre Costescu (che ha patteggiato alcuni anni fa) vennero trovati nell’auto, in sosta a Piediripa di Macerata e arrestati. Per l’accusa erano pronti a compiere una rapina. Tra le prove presentate dall’accusa (pm Claudio Rastrelli) i tabulati telefonici che mostravano i contatti, nei giorni precedenti quello in cui secondo l’accusa doveva essere compiuta la rapina, tra Ursino, Morelli e Licastro. Licastro al processo aveva chiarito di essere stato tirato in ballo da un amico e di aver assecondato i rapinatori per paura di ripercussioni. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Di Gaspare, Francesco De Minicis, Laura Dumi, Giorgia Greco.
(Gian. Gin.)
