Produzione industriale:
-0,4% nel primo trimestre
I DATI DI CONFINDUSTRIA MARCHE - Variazione negative per moda, minerali non metalliferi e legno. Bucciarelli: "Le aree di maggior trazione appaiono ancora quelle geograficamente più distanti"

Bruno Bucciarelli
La produzione delle aziende industriali delle Marche, nel primo trimestre di quest’anno, è calata dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, risultando in linea con la media italiana (-0,3%). E’ quanto emerge dall’indagine trimestrale condotta dal centro studi di Confindustria Marche, in collaborazione con Banca Marche, nel trimestre gennaio-marzo. Nello stesso periodo, sono risultati in lieve crescita (+0,3%) i fatturati. «Il dato relativo al primo trimestre 2015 conferma la presenza di un quadro congiunturale che, pur traendo beneficio dalla positiva intonazione della domanda internazionale, dal basso prezzo del petrolio e dalla favorevole dinamica dei tassi di cambio e interesse, resta caratterizzato da condizioni di estrema selettività della domanda – ha afferma il presidente di Confindustria Marche Bruno Bucciarelli commentando i risultati dell’indagine -. Questo aspetto, che si riflette in più strette condizioni competitive per le imprese, acuisce i processi di selezione e spinge le imprese a mantenere alta l’attenzione su quanto accade nei mercati internazionali. In particolare, le aree di maggior trazione appaiono ancora quelle geograficamente più distanti o, se prossime al nostro paese, sono quelle caratterizzate da elevati livelli dei profili qualitativi delle produzioni».
A livello settoriale, le variazioni negative dell’attività produttiva hanno interessato solo alcuni settori dell’economia marchigiana (minerali non metalliferi, tessile-abbigliamento, calzature, legno e mobile), mentre gli altri hanno fatto registrare variazioni positive, anche se contenute. Le vendite sul mercato interno hanno registrato una variazione positiva pari allo 0,6%, con flessioni solo nei minerali non metalliferi e calzature. Le vendite sull’estero hanno mostrato una sostanziale stazionarietà (-0,1%), con risultati positivi per meccanica, legno e mobile e gomma e plastica. L’andamento debole dell’attività produttiva si è associato a una dinamica dei prezzi abbastanza contenuta, con incrementi dello 0,5% sull’interno e dell’1% sull’estero. I costi di acquisto delle materie prime sono risultati in aumento sia sull’interno (0,4%), sia sull’estero (0,9%). Nella media del trimestre gennaio-marzo 2015, i livelli occupazionali hanno registrato una flessione dello 0,4%. Nello stesso periodo le ore di cassa integrazione sono passate da 14,6 milioni del 2014 a 7,5 milioni (-48,8%). In flessione sono risultati sia gli interventi ordinari (-22,2%), passati da 2,8 milioni di ore del primo trimestre 2014 a 2,2 mln. del primo trimestre 2015, sia gli interventi straordinari (-40,8%), passati da 5,6 mln. a 3,3 mln., che, soprattutto, gli interventi in deroga (-67,8%), passati da 6,2 mln. a 2 mln. Dall’analisi dei dati per ramo di attività, è emersa una diminuzione generalizzata delle ore complessive autorizzate: industria (-37,3%), edilizia (-41%), artigianato (-63,6%), commercio (-71,3%), settori vari (-83,8%). Nonostante i segnali favorevoli emersi in chiusura d’anno, le previsioni degli imprenditori marchigiani riguardo alla tendenza delle vendite per i prossimi mesi sembrano, comunque, orientate al permanere di una situazione stazionaria sul mercato interno e in progressivo miglioramento sul mercato estero.