Mafia della Movida,
vacilla il teorema di Marco Schiavi
IN TRIBUNALE - I testimoni della difesa hanno smentito le dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Tra le persone sentite l'imprenditore Giuseppe Zega e Egildo Lanciani
di Gianluca Ginella
I testimoni smentiscono Marco Schiavi: al processo delle Mafia della movida è stato il giorno della difesa. Negati episodi di spaccio ed estorsioni.
Il teorema Schiavi vacilla al processo per i fatti della Mafia della movida, il presunto sodalizio che avrebbe fatto estorsioni ai locali della costa, allungando le mani anche sullo spaccio di stupefacenti. Il processo si regge proprio sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, come Marco Schiavi (figlio di Gianfranco, il boss di Loreto, e condannato all’ergastolo per la strage di Sambucheto), Antonello Lise, Gaetano Abaco. Tra i testimoni oggi è stato ascoltato in aula al tribunale di Macerata l’imprenditore civitanovese Giuseppe Zega che Schiavi aveva tirato in ballo dicendo che acquistava cocaina dal suo sodalizio. Schiavi aveva poi parlato di estorsioni (2mila euro al mese) fatte al titolare di una autoscuola, Egildo Lanciani, che oggi ha negato di aver mai pagato nulla al sodalizio né di conoscere nessuno degli imputati. Anche il commercialista Luciano Emili ha negato di essere a disposizione della banda, come aveva riferito Schiavi.
Smentito anche un episodio relativo alla presunta estorsione, avvenuta anche con la minaccia di una pistola, di due auto di lusso. A chiarire che si era trattato di un semplice pagamento di un debito è stato un conoscente della presunta vittima che era presente all’incontro in cui venne concordato, ma senza nessuna minaccia e in modo del tutto pacifico, il pagamento delle auto. «Oggi i testimoni hanno smentito completamente quanto detto da Schiavi – dice l’avvocato Massimo Di Bonaventura, difensore di alcuni dei 17 imputati al processo –. Comunque vada hanno confermato le nostre posizioni difensive, e che Schiavi ha investito soggetti che non c’entrano nulla né nell’associazione, né nello spaccio, né nelle estorsioni». Schiavi al processo aveva fatto diversi nomi, come quello di Manuela Arcuri, sostenendo che fosse a disposizione della banda. L’attrice, che ha già smentito le affermazioni di Schiavi, è stata inserita tra i testimoni al processo ma al momento non è stata fissata la data in cui sarà ascoltata. La prossima udienza è stata fissata il 22 giugno.
Diciassette le persone imputate a vario titolo: Nicola Bella, Alessandro Cavalieri, Margherita Linardelli, Francesco Maenza, Giuseppe Perricciolo, Salvatore Roberto Perricciolo, Alessandro Petrolati, Agostino Porcelli, Filippo Riggio, Mauro Amidei, Rosario Arienzo, Mirco Calvari, Salvatore Fontana, Agostino Giacchetti, Roberto Olivieri, Sandro Sabini, Domenico Sanfilippo. Sono difesi tra gli altri dagli avvocati Gianluca Gattari, Gian Luigi Boschi, Anna Indiveri, Vando Scheggia, Donato Attanasio, Maurizio Cacaci.


