A disagio per l’alleanza con Spacca
Trombetta: “Lascio Forza Italia”

TOLENTINO- Il consigliere ha rimesso nelle mani del sindaco Pezzanesi la delega all'Ambiente in attesa che qualcosa cambi nel suo partito di appartenenza. Discussione in consiglio sulla rinegoziazione dei mutui, il M5S: "A pagare non saranno solo i nostri figli ma anche i nipoti"

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Antonio Trombetta

Il consigliere comunale di Tolentino Antonio Trombetta

di Marco Cencioni

Colpo di scena ieri durante il consiglio comunale di Tolentino. Il consigliere Antonio Trombetta è uscito da Forza Italia e ha restituito la delega all’ambiente e al decoro urbano al sindaco Giuseppe Pezzanesi. La scelta è stata «condivisa con una parte degli iscritti di Forza Italia a Tolentino che, come me, sono spiazzati e confusi da questa situazione che si è venuta a creare nelle Marche – afferma – Mi sono trovato spesso in conflitto con chi rappresentava il governo regionale e ora me lo ritrovo a capo della “mia” coalizione. E’ da tempo che stavo valutando questa decisione, da convinto sostenitore di determinati valori mi trovo davvero a disagio. Ecco perché ho deciso di abbandonare momentaneamente Forza Italia in attesa che a giugno, come annunciato da Berlusconi, verrà rifondato un nuovo partito – sottolinea Trombetta – Spero che gli amici impegnati in campagna elettorale capiscano la mia delusione e non me ne vogliano. Auguro loro i migliori risultati, specialmente a quelli che hanno dato battaglia nelle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, e meno a coloro che si sono solo preoccupati di sfilare come principi e principesse – evidenzia il consigliere – Rimango, comunque, a sostegno di questa amministrazione. Sono una persona di parola, ho accettato un programma e lo sosterrò sino alla fine anche nel rispetto dei cittadini che mi hanno votato. Riconsegnare le deleghe era la cosa più giusta da fare, visto che mi sono state assegnate in quanto esponente di Forza Italia: ora deciderà il sindaco cosa fare».

Gian Mario Mercorelli, M5S

Gian Mario Mercorelli, M5S

Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio di ieri, c’era molta attesa per la discussione della rinegoziazione dei mutui contratti con la cassa depositi e prestiti. Sono stati rinegoziati 173 mutui per un totale di 23 milioni di capitale. La nuova scadenza è prevista per il 31 dicembre 2044. La rata totale annuale scende di oltre 600mila euro a fronte di un aumento di interessi di 5 milioni e 800mila euro. «Nel consiglio comunale di ieri si è perpetuata l’ennesima beffa ai danni dei cittadini: l’amministrazione, indicendo una seduta d’urgenza, ha infatti deciso di procedere con l’ennesima rinegoziazione di mutui, la seconda dopo quella già “sanguinosa” di fine 2014 – dichiarano gli esponenti tolentinati del Movimento 5stelle in una nota – La motivazione addotta ufficialmente è che, allungando la durata dei mutui, la rata annuale diminuirà consentendo al bilancio comunale di respirare. La cosa fondamentale che però questi signori dimenticano sempre di dire è che allungando i mutui, anche a tassi appena inferiori a quelli attuali, i costi in termini di interessi aumenteranno sensibilmente. Quest’operazione caricherà sulle spalle dei cittadini altri 5 milioni di euro circa di debiti per i prossimi anni. Milioni che si andranno ad aggiungere agli altri 5 dovuti alla precedente rinegoziazione. Poco importa ai nostri amministratori che anche i Revisori dei Conti, nella loro relazione circa il bilancio consuntivo del 2014, abbiano invitato a procedere a questo tipo di operazioni valutandone l’impatto negativo sul bilancio nel corso degli anni e non solo il vantaggio immediato – sottolineano – Poco importa che il risultato di questi continui tentativi di mettere una toppa dopo l’altra a una situazione finanziaria sull’orlo del baratro si riverserà sulle generazioni future (una volta parlavamo dei nostri figli ma, vista quest’ultima operazione, a pagare saranno anche i nostri nipoti). I nostri governanti non riescono a capire la profonda e tangibile amarezza che proviamo – concludono – il senso di disfatta, il dolore per le generazioni che verranno il cui futuro è sacrificato da questa gente solo ed esclusivamente per rimanere attaccati a quelle poltrone».


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