Ciclisti invadono gli aperitivi europei
“Blocchiamo il traffico
per chiedere strade più sicure”

MACERATA - Sabato decine di biciclette sono arrivate in piazza della Libertà paralizzando simbolicamente la viabilità cittadina. Il raduno, chiamato Critical Mass, ha lo scopo di sensibilizzare amministrazione e cittadini. Intanto arrivano in provincia cicloturisti affascinati dal paesaggio ma profondamente delusi dalle strutture dedicate al mondo delle due ruote

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I ciclisti maceratesi al termine della prima Critical Mass

 

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Esibizioni di bike trial ai giardini Diaz

 

Il popolo a due ruote di Macerata si raduna e invade le strade del centro durante gli aperitivi europei. Tra giochi, risate e scampanellii ha preso vita tra le 16 e le 18 di sabato la prima Critical Mass maceratese, la protesta dei ciclisti per chiedere strade più agibili e sicure per chi decide di spostarsi con mezzi alternativi all’automobile. Un folto gruppo di circa 60 persone, tra cui anche molti bambini, ha percorso le vie della città tra corso Cavour, Viale Trieste fino allo Sferisterio per poi continuare in viale Pantaleoni, Rampa Zara e concludere in piazza della Libertà. Il raduno, iniziato ai giardini Diaz con giochi ed esibizioni di bike trial, vuole essere un simbolo di sensibilizzazione sulle tematiche relative al traffico e alla viabilità, e inoltre ha lo scopo di tentare di coinvolgere sempre più persone nel mondo del trasporto sostenibile. «La prima Critical Mass fu organizzata da 48 ciclisti a San Francisco nel 1992 – spiega Alberto Cicarè dell’associazione Ciclostile – Da quel giorno sono passati oltre 20 anni ma a Macerata appare ancora come una novità. Lo scopo è quello di interferire con il traffico automobilistico, bloccandolo per un periodo breve di tempo, evidenziando come gli spazi e le strade sono purtroppo pensati solamente per chi si sposta in auto: bastano una quarantina di bici per mandare in tilt la viabilità».

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Il gruppo nel traffico di Corso Cavour

Vedere tanti ciclisti passeggiare tutti insieme ha anche una finalità aggregante, come continua lo stesso Cicarè: «Vogliamo coinvolgere sempre più persone nel mondo della bicicletta. Al contrario del senso comune ripensare la mobilità maceratese è possibile, a patto che se ne creino i presupposti. Attualmente andare in bicicletta a Macerata è molto pericoloso, si è costretti a passare sui marciapiedi intralciando i pedoni, ci sono tante buche e incroci pericolosi. Siamo convinti che sempre più persone stanno rispolverando la propria due ruote, dobbiamo unirci e far sentire la voce di chi chiede una città più sicura e verde, alla portata di tutti. Vogliamo creare appunto quella massa critica che consente il cambiamento culturale». Intanto proprio la provincia di Macerata continua ad attrarre appassionati di bike da tutta Italia. Alcuni giorni fa un gruppo di 35 ciclisti della Fiab – Federazione italiana amici della bicicletta – di Rovigo ha deciso di trascorrere un fine settimana alle porte della città per godere dello splendido panorama che circonda la via delle Abbazie, il percorso ciclabile che collega Abbazia di Montecosaro, Abbazia di San Claudio e Abbazia di Fiastra: un percorso unico e spettacolare su cui però ancora non si crede abbastanza.

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Il pullman attrezzato della Fiab di Rovigo

«Siamo partiti con un pullman attrezzato da Rovigo per passare tre splendidi giorni nelle vostre campagne – spiega Ornella Veronese leader del gruppo – I paesaggi sono spettacolari e vicino a queste chiese si respira veramente la storia. Sono delle zone stupende che qualsiasi ciclista vorrebbe attraversare, dal mare alle montagne si potrebbero fare percorsi di tutte le lunghezze e difficoltà. Purtroppo però è anche  evidente di quanto questa risorsa sia trascurata. Mancano le segnaletiche, non ci sono le direzioni, è veramente difficile condurre un gruppo qui, nonostante sia evidente che qualsiasi ciclista si innamorerebbe di queste terre. Nel Trentino, che è il paradiso dei ciclisti, ci sono fontanelle, aree di sosta e per le riparazioni, indicazioni di ogni sorta. Qui non avete nulla di tutto questo, nonostante la bellezza se mancano le strutture è difficile attrarre turisti, state letteralmente buttando al vento una grande occasione. Potrebbero arrivare centinaia di cicloturisti ogni settimana se si diffondesse la voce che le strade sono attrezzate».

(Redazione CM)

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Foto di gruppo alla Chiesa di Santa Croce al Chienti

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Tappa anche a San Claudio

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